Lunedì, 03 Ottobre 2016 12:07

La Divina Commedia di Venturino Venturi a Villa Bardini

dall’inviato Andrea Dami

Firenze – Il giardino della Villa Bardini (via Costa San Giorgio 2), o meglio “dei tre giardini”, come lo chiamava il suo proprietario, l’antiquario Stefano Bardini (1836 - 1922), è un parco naturalistico di quattro ettari di bosco, frutteti e giardini dove immergersi e da cui si gode di una spettacolare vista sulla città.

Alla fine del 1987 lo Stato Italiano ereditò giardino e villa che furono poi affidati all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Qui che è stata presentata La Divina Commedia di Venturino Venturi. Più che una mostra è un progetto culturale sostenuto e promosso da Generali Italia attraverso “Valore Cultura”, che offre la rilettura in chiave contemporanea della Divina Commedia del grande Dante Alighieri per studenti e famiglie. Insomma un percorso interattivo di conoscenza dell’universo del sommo poeta raccontato dalla voce di Pierfrancesco Favino.

Sono esposte le 54 opere su carta disegnate da Venturino Venturi (Loro Ciuffenna, 6 aprile 1918 - Terranuova Bracciolini, 28 gennaio 2002) nei primi anni ’80, ideate per raccontare “l’idea” di una Divina Commedia contemporanea insieme al raffinato poeta dell’ermetismo Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 - Firenze, 28 febbraio 2005) – protagonisti entrambi della scena artistica e letteraria del Novecento e legati da una grande amicizia –.

Venturino frequentò dal 1936 prima l’Istituto d’Arte di Porta Romana diretto da Libero Andreotti e poi l’Accademia di Belle Arti. Nel 1953 vinse in ex-aequo con lo scultore Emilio Greco il Concorso Internazionale per il Monumento a Pinocchio, indetto dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi e realizzò nel parco il grande mosaico della “Piazzetta”. E come dimenticare sia l’amicizia di Luzi con i giovani impegnati nella cultura ermetica – Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Carlo Bo, Leone Traverso, nonché l’importante e instancabile critico Oreste Macrì (incontri che furono determinanti per la sua formazione di poeta) – sia la sua collaborazione alle riviste d’avanguardia come Frontespizio, Campo di Marte, Paragone e Letteratura. Infine l’opera: “Al fuoco della controversia”, che nel 1978 primeggiò al Premio Viareggio.

I due, profondamente toscani di nascita e anche di cultura, ritennero importante rapportarsi con la Divina Commedia di Dante o meglio, per usare le parole di Luzi, con “lo spirito ascetico e il criterio cosmologico che fanno divampare il naturale e il soprannaturale” del poema stesso. Nacque così un viaggio all’interno dell’universo dantesco – accompagnati anche dallo scrittore e saggista Giancarlo Buzzi (Como, 18 aprile 1929 - Milano, 2 maggio 2015) coinvolto nella selezione delle terzine dantesche – lungo il quale Venturi rinnovò l’espressione dei personaggi e delle storie.

Particolarmente intense sono le tavole dedicate al Paradiso: Luzi scrisse che Venturi aveva “condotto mirabilmente, tra chiari volumi, luminose assenze di volume, tracce, aggregazioni, e rarefazioni di segni, la sua schermaglia contro il limite, contro l’insufficienza umana del mezzo che insegue per catturarlo il linguaggio della luce, della danza, della assoluta quiete contemplativa […]”.

Le numerose opere dedicate da Venturino Venturi alla Divina Commedia furono edite nel 1984 dall’editore Pananti di Firenze per l’approssimarsi della ricorrenza dei settecentoventi anni dalla nascita del sommo poeta (1985).

Da quelle riflessioni visive ed espressive dei due artisti sul linguaggio delle tre cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso) scaturisce un risultato singolarmente affascinante che permette di interrogarsi ancora sulla natura dei messaggi contenuti nella Commedia proponendo una rinnovata lettura.

Entrando nel vivo della mostra, veniamo accolti da un’innovazione tecnologica che ci permette un’esperienza “immersiva” — come dice la curatrice della mostra — nell’immaginario Inferno, Purgatorio e Paradiso, illustrati da Botticelli, mentre la voce narrante (quella dell’attore Pierfrancesco Favino) interpreta i passi di maggior fascino del Poema, rendendo ancor più suggestivo il percorso tra le opere di Venturi, curato con sapienza da Lucia Fiaschi, direttrice dell’Archivio e del Museo Venturino Venturi, che si snoda nelle stanze della villa.

La Divina Commedia di Venturino Venturi, che potremo ammirare fino al 26 febbraio 2017 e vede il patrocinio del Comune di Firenze e della Società Dantesca con la collaborazione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, è organizzata da Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron con il coordinamento di Arthemisia Group ed è promossa e sostenuta da Generali Italia-Valore Cultura.

In linea con le finalità di “Valore Cultura”, la mostra sarà accompagnata da un ricco e articolato programma di attività dedicate agli studenti: visite guidate e laboratori didattici per tutte le scuole. A questo si aggiungono workshop e seminari di grafica e fotografia per i licei, che coinvolgeranno gli studenti nella produzione di un e-printing sulla Divina Commedia. Il catalogo è di Edizioni Polistampa Firenze. L’orario di visita è possibile da martedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 19. Ingresso gratuito.

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