Domenica, 03 Dicembre 2017 08:32

I pulpiti di Pistoia e la presenza di Philippe Daverio si trasformano in evento

Philippe Daverio a Pistoia Philippe Daverio a Pistoia

di Marcello Paris

Pistoia - La Chiesa di San Bartolomeo in Pantano di Pistoia, traboccava di gente accorsa ad assistere alla presentazione del volume “Pistoia città dei Pulpiti”.

Il libro è edito dalla Giorgio Tesi Group con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, AIB All Insurance Broker, la collaborazione della Diocesi e Fai Giovani e il contributo di MIbact. Ospite d’eccezione il critico d’arte e divulgatore Philippe Daverio la cui notorietà ha creato aspettativa e curiosità.

Il volume, inserito nel calendario di Pistoia Capitale della Cultura, è commentato, fra gli altri, dal direttore editoriale di Naturart Giovanni Capecchi con le fotografie di Nicolò Begliomini, art Director della stessa rivista. Alcune foto del libro sono state riprodotte su grandi pannelli appesi lungo le navate dove rimarranno fino a gennaio.

“Pistoia città dei Pulpiti“ si inserisce nella collana “Avvicinatevi alla Bellezza” della quale sono già stati pubblicati “Il restauro del fregio dello Spedale del Ceppo” e “Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017”, inserito in Naturart.

Nella presentazione del libro, Daverio è andato oltre i semplici riferimenti artistici allargando l’orizzonte su parte della storia medievale della città e sulla comunicazione ante litteram.

Abbiamo approfittato della sua disponibilità per porgli alcune domande.

Professore, lei ha fatto una bella lezione di storia medievale ma ha interdetto il pubblico quando ha detto che la lingua italiana è nata cento anni prima di Dante.

E sì. Dante Alighieri, come gli esperti di cinema, come avrebbero fatto Martin Scorsese e tutti i grandi esperti della comunicazione, raccoglie una lingua che già esiste. La lingua notariale che parlano le classi alte, poi la lingua commerciale per la quale Jacopo da Lentini in Sicilia, per esempio, avendo studiato a Bologna, scrive delle cose che poi si ritroveranno nella Divina Commedia. Ma la cosa importante è l’italiano, prima e unica lingua in Europa, a unire una serie di realtà che sono i Borghi del commercio.

Lei ha avuto parole di elogio per Pistoia per quanto ha fatto al tempo dei Comuni, un pezzo di storia un po’ trascurata.

Beh, molte cose di quelle che sono morte un giorno rinasceranno. È la nostra fiducia. Dipende molto da quanto saremo in grado di generare un autocoscienza dell’importanza del nostro passato e del nostro presente.

Parlando del libro e di pulpiti li ha definiti l’altoparlante di quei tempi.

Il pulpito è il luogo della parola. Non per nulla quello della chiesa dove ci troviamo è centrale, ha il libro di Giovanni l’Evangelista, quello dell’aquila, ed inizia con “prima era il Verbo”, è la parola che diventa lo strumento fondamentale della comunicazione all’interno della Comunità.

Le chiedo un giudizio artistico sui pulpiti di Pistoia.

Potrei dare un giudizio da servizio militare “ottimo e abbondante come rancio”. Sono molto di più; sono un luogo dove si scopre l’incrocio delle culture che sono alla base dei commerci per cui ci sono pezzi di Francia, pezzi di nord. Ci sono soprattutto tante reminiscenze di un’antichità che è tutt’ora concretamente tangibile che con i secoli successivi scompare.

Quando ha parlato della Visitazione del Della Robbia esposta nella chiesa di San Leone ha fatto scorrere dei brividi in tanti presenti per le parole usate.

Quello è un capolavoro assoluto. Uno dovrebbe venire qua solo per vedere quello. È una sorta di modernità totale che poi verrà dimenticata negli anni del Barocco e tornerà fuori nel XIX° e XX° secolo.

Un giudizio su Pistoia Capitale della Cultura. Come ha giudicato questa scelta e la città.

La città la conosco. Mi piace questa sua imprenditoria e il giardino che c’è intorno. La grande fabbrica di piante d’Europa, forse del globo celeste con la grande specializzazione. Poi ha la sua storia che è fantastica; la sua struttura urbana e questa eredità ecclesiale altrettanto fantastica.

 

 

 

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