Martedì, 09 Gennaio 2018 18:17

San Francesco, un tesoro nel cuore di Prato da scoprire con le visite di ArteMìa

Nella foto la Cappella Migliorati all'interno dell'antico complesso monumentale di San Francesco Nella foto la Cappella Migliorati all'interno dell'antico complesso monumentale di San Francesco

PRATO - Dietro un austero portone una chiesa antichissima, un chiostro dove il tempo si è fermato, e una cappella completamente affrescata alla fine del trecento.

In due parole: San Francesco. Un patrimonio ricchissimo situato nel cuore di Prato, che però in pochi conoscono. E così l’associazione ArteMìa, che dal 2008 si occupa di arte, storia e tradizioni popolari, propone una serie di visite guidate alla scoperta dei tesori nascosti presenti nel complesso monumentale di San Francesco. Il primo appuntamento è per sabato 13 gennaio, due i turni in programma, alle 16 e alle 16,45.

Entrare nel chiostro dell’ex monastero di San Francesco è, infatti, come immergersi in un altro mondo, in un’epoca lontana fuori dal tempo e dallo spazio, dove tutto è pace e serenità, dove la frenesia e i rumori della città diventano solo un ricordo. Un luogo straordinario che nasconde un altro gioiello solitamente chiuso al pubblico, la Cappella Migliorati.

Cinque gli appuntamenti in programma: oltre al 13, le visite si terranno il 10 febbraio, il 10 marzo, il 14 aprile e il 12 maggio. Due i turni, uno alle 16 e uno alle 16,45.

Per partecipare è necessario prenotare inviando una mail ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., collegandosi al sito www.artemiaprato.it oppure chiamando il numero 340 5101749. Il costo della visita è di 10 euro a persona per i partecipanti sopra i 14 anni.

Un’altra grande novità è ben visibile all’interno dell’antico complesso monumentale di San Francesco: “La Gloria di San Giuseppe”, il quadro realizzato nel 1904 dal pittore pratese Giuseppe Catani Chiti, rimosso nel 1930, che è stato restaurato e finalmente riposizionato all’interno della chiesa. 

Il dipinto, tempera su tavola, 3 metri di altezza per 1,77 di larghezza, rappresenta, immerso in una luce vivida, Giuseppe mentre viene innalzato alla gloria dei cieli, grazie alle doti di umiltà e laboriosità messe in pratica durante la vita terrena. L’opera fu rimossa nel 1930 e posta nei locali del convento francescano adiacente alla chiesa, dove è rimasta fino a oggi. Al suo posto fu messa la grande tela realizzata nel 1923 da Elena Pasquetti raffigurante Santa Teresa di Gesù bambino. Oggi la pala di San Giuseppe è tornata nella sua posizione originale, dopo due settimane di restauro durante le quali l’opera è stata disinfestata, i colori hanno recuperato la loro lucentezza originaria e sulla superficie è stato posto uno strato protettivo.

I lavori sono stati eseguiti da Letizia Langianni e Desirèe Maddalena. La “Gloria di San Giuseppe”, il cui nome ufficiale in realtà è “Il patrocinio di San Giuseppe”, contiene numerosi elementi iconografici che fanno riferimento alla purezza e all’umiltà del Santo. Sotto di lui si scorgono la città di Prato, il campanile del Duomo e i palazzi merlati del centro. Di fronte al dipinto è presente un’altra opera di Giuseppe Catani Chiti, dedicata a Santa Teresa d’Avila.

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