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Sabato, 20 Gennaio 2018 16:50

Giampaolo Talani, il “pittore del viaggio”, nel ricordo di Stefano Giraldi

Giampaolo Talani Giampaolo Talani

di Stefano Giraldi*

Pistoia – Tutti coloro che arrivano in treno a Firenze alla stazione di Santa Maria Novella non possono fare a meno di vedere, nel suo grande atrio, il dipinto “Partenza” del pittore toscano Giampaolo Talani, recentemente scomparso all’età di 63 anni.

Ho avuto il privilegio di conoscerlo all’inaugurazione del dipinto avvenuta qualche anno fa, e in quell’occasione gli posi alcune domande, come in una breve intervista, sul suo approccio al mondo dell'arte. Mi rispose di aver iniziato la carriera artistica “praticamente da sempre, da quando sono nato, a 7-8 anni già disegnavo, il mio sogno era quello di diventare un fumettista. La mia prima opera fu a 14-15 anni, realizzai una terribile pittura che ancora conservo, un autentico mostro ad olio”. Alla domanda se preferisse definirsi pittore o sculture, mi rispose di “essere piacevolmente sforzato alla scultura, ma di definirsi principalmente un pittore”.

E in effetti, pur dedicandosi in massima parte alla pittura, Talani è stato un valente scultore: di lui ricordiamo la bella scultura “Rosa dei Venti” alla stazione di Santa Lucia a Venezia, la scultura “Fiorenza” in Piazza San Jacopino a Firenze e la scultura del “Marinaio” al Porto di San Vincenzo. Aveva anche in progetto un'imponente scultura di diciotto metri per il porto di Miami, in omaggio ad Amerigo Vespucci.

L'idea dell'opera forse più nota, il grande dipinto alla stazione di Santa Maria Novella di Firenze, ha una genesi lontana. “Negli anni del Liceo Artistico – mi raccontò – quando da San Vincenzo, dove abitavo, arrivavo a Firenze nella stazione di Santa Maria Novella, vedevo sempre i dipinti di Ottone Rosai, e nel tempo desiderai realizzare anch'io un dipinto nell'interno maestoso di questa stazione, progettata dal grande architetto Giovanni Michelucci. Sono riuscito a realizzare questo mio sogno giovanile e spero di realizzarne un altro, che prima o poi questo dipinto possa essere messo in Mostra nel Museo del Novecento a Firenze”.

Talani era un irrefrenabile sognatore che portava allegria e contagiava chi gli stava vicino. Uno dei suoi ultimi lavori è stato quello di illustrare il libro Pinocchio, un personaggio in cui egli tendeva a identificarsi perchè, a suo dire, “Pinocchio è la libertà, la libertà dalle convenzioni e dai lacci e laccioli che imbrigliano tutti gli adulti, ma la libertà anche di dire le bugie”.

Talani nella sua libertà ha inseguito sempre i suoi sogni, con la voglia ribalda di mettersi sempre in gioco.

 

*fotografo, ex collaboratore Giunti Editore

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