Martedì, 10 Luglio 2018 11:18

Agli Uffizi una sala dedicata a Leonardo da Vinci

nella foto l'opera Adorazione dei Magi nella foto l'opera Adorazione dei Magi foto Andrea Dami

di Andrea Dami

Firenze – Si è inaugurata agli Uffizi una nuova sala, la 35 dell’ala di ponente, in onore di Leonardo da Vinci, allestita secondo un ritrovato rispetto per il principio narrativo cronologico della Galleria.

 

La 35 precede quella dedicata a Michelangelo e Raffaello inaugurata lo scorso mese.

Al visitatore appaiono tre straordinari quadri: il Battesimo di Cristo, eseguito per la chiesa di San Salvi nel 1475-78, anni in cui l’artista ancora collaborava con il Verrocchio. A Leonardo si deve l’angelo di profilo che regge la veste di Cristo, elegantissimo e tanto sublime da far nascere la leggenda (riportata da Vasari) secondo cui Verrocchio, sopraffatto dalla superiorità di Leonardo, da lì in poi abbia abbandonato per sempre la pittura. e testimonia il salto stilistico e tecnico tra il maestro e l’allievo.

Interessante è la tecnica che Leonardo usò, infatti dipinse a olio le parti da lui eseguite perché gli permetteva di ottenere lo sfumato: quell’effetto per cui diventerà poi celebre. Sulla parete di fronte è esposta l’Annunciazione (proveniente dalla chiesa di Monteoliveto), con un angelo così reale e materiale da proiettare la propria ombra sul prato fiorito nell’attimo in cui atterra, mentre sullo sfondo c’è il paesaggio, fatto di edifici, torri, barche, montagne avvolti un quell’atmosfera tra vero e sogno, tra reale e irreale, che soltanto Leonardo riesce a donarci.

Adorazione dei Magi, particolareAl centro della sala, le meraviglie delle meraviglie: l’Adorazione dei Magi, che fu commissionata dai canonici regolari agostiniani per la chiesa di San Donato a Scopeto e lasciata incompiuta, perché nel 1482 Leonardo partì per Milano.

Il grande dipinto: l’Adorazione dei Magi è stato restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure, grazie al finanziamento degli Amici degli Uffizi, con un lavoro di oltre cinque anni che rimarrà alla storia anche per le innovazioni metodologiche adottate e per gli straordinari risultati ottenuti.

Maria Vittoria Rimbotti Colonna (presidente delle associazioni Amici degli Uffizi e Friends of the Uffizi), ha affermato con legittimo orgoglio: “Aver potuto collaborare al restauro del capolavoro di Leonardo da Vinci e al riallestimento della sala, insieme ai Friends, è stata un’esperienza ricca di grandi emozioni e di scoperte. Non sempre dei donatori privati possono avere il privilegio di accedere ad imprese così stimolanti, accanto ad opere d’arte di tale rilievo e importanza. Siamo quindi fieri di aver condiviso un traguardo così prestigioso con la nostra Galleria e di aver realizzato quello che è il massimo desiderio di ogni mecenate”.

La pala è come una grandissima pagina di appunti, con alcuni brani più avanzati, altri appena accennati, tanto che guardandola pare quasi di partecipare al processo creativo di Leonardo stesso – hanno detto gli stessi restauratori – e questo miracolo di immedesimazione sarà ora possibile per tutti i visitatori, che possono inseguire con gli occhi, sulla superficie, la ricchezza di idee, dettagli, episodi.

A questo proposito il “nuovo allestimento – ha detto Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – non solo è studiato per permettere un tipo di visita lenta, meditata, in cui il visitatore può confrontare le opere e capire l’evoluzione stilistica di Leonardo giovane, ma rende anche giustizia alla storia dell’arte, collocando le opere dell’artista immediatamente dopo le sale dedicate al ‘400 fiorentino. Essa fa parte di una serie di cambiamenti messi in atto per adeguare gli Uffizi alle necessità di comprensione del pubblico e ai primari principi educativi cui il museo è improntato”.

Buona visita (e vista) a tutti.

 

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