Martedì, 10 Luglio 2018 12:25

Arte e scacchi, al Museo Marini la personale di Simone Domeniconi

Una delle opere esposte di Simone Domeniconi Una delle opere esposte di Simone Domeniconi

Pistoia - Con il pensiero e l’opera di Marino il Palazzo del Tau si nutre del mondo vivo dell’arte, della sua eterna e incontenibile forza dinamica che muove pensieri, emozioni, creatività.

Il Museo, diretto dalla Fondazione Marino Marini, continua nel cuore dell’estate pistoiese ad offrire visioni, suggestioni, espressioni poliedriche dell’animo umano e, attraverso le forme e i linguaggi della contemporaneità, rinasce con una nuova mostra allestita nella galleria espositiva dell’ex convento.

Marino ispira il talento, contamina tecniche, apre all’arte che non conosce confini e si confronta con la capacità di interpretare e sperimentare il rapporto tra pensiero e realtà. E’ così che il mondo eclettico dell’artista Simone Domeniconi entra, con tutto il suo tesoro di versatile abilità, nella casa del maestro pistoiese invitando lui e il visitatore di ogni età a giocare idealmente una partita a scacchi. Cavallo, torre e alfiere, pedone, re e regina sulla superficie quadrata a 64 caselle. La strategia dell’antico gioco di origine indiana diventa una visione artistica che reinterpreta la dimensione del presente e si misura con le sue molteplici sfumature in un’interessantissima e colta alternanza di richiami ai grandi maestri dell’arte moderna e contemporanea. E’ Domeniconi a fare le prime mosse, ci prova, con spirito e sagacia, a mettere “L’arte sotto scacco”.

Questo il nome dell’evento e del progetto artistico promosso e organizzato dalla Fondazione Marino Marini, diretta da Maria Teresa Tosi. Alla mostra, curata da Alessandra Redaelli e realizzata in collaborazione con la Fondazione Banca Alta Toscana, Pistoia apre le porte da sabato 7 luglio fino al 9 settembre. La personale è caratterizzata da una quarantina di lavori, opere pittoriche e scacchi realizzate con tecniche miste.

Punto cardine della mostra è la creazione di una relazione, ricca di contenuti originali, tra due elementi: il gioco e la pittura. Il primo rappresenta il riflesso della dimensione razionale, il secondo si staglia nell’immaginario e offre lo specchio di una condizione interiore. L’unità tra mente e corpo, emozioni e visioni oggettive, è una sfida introspettiva analoga a quella posta dal gioco degli scacchi che muove la mente e la motiva a conquistare caselle, obiettivi, passi da compiere lungo un percorso orientato alla bellezza e alla consapevolezza.

“Il linguaggio di Domeniconi è profondo e interessante – dichiara la direttrice Maria Teresa Tosi – il pensiero dell’artista divergente riesce quasi a cogliere di sorpresa con il suo continuo gioco di rimandi e citazioni, invita in qualche modo a fermarsi e a focalizzare la mente su avvenimenti e dinamiche rivivendoli sotto una luce nuova e inusuale”. Il coordinamento esecutivo del progetto è a cura di Ambra Tuci e Francesco Burchielli. L’evento è organizzato in collaborazione con la Galleria d’arte Enrico Paoli.

Simone Domeniconi nasce a Carpi, in Emilia Romagna, il 19 maggio del 1972. All’amore per la poesia, la scrittura e l’organizzazione di eventi culturali Domeniconi unisce quella per la pittura.

Fin da giovanissimo manifesta una precoce vocazione per la poesia - sbocciata in seguito sui banchi del liceo - che lo porterà a ricevere prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Internazionale del San Domenichino ed il Premio Alpi Apuane. Nel frattempo scrive, dipinge, organizza eventi, si confronta con artisti ed intellettuali. In particolare frequenta lo studio del pittore americano Robert Carroll e quello del maestro e docente d’Accademia delle Belle Arti di Carrara, Fabio Grassi. In pittura, dopo gli esordi figurativi ed alcune sperimentazioni, la sua particolarissima ricerca si volge ad una narrazione estetica ispirata al gioco degli scacchi, ricerca che sta destando un crescente interesse anche al di fuori dei confini nazionali. Attualmente vive e lavora in Versilia, Toscana. Diversi i critici e storici dell’arte che hanno scritto di lui, tra cui Alessandra Redaelli, Luciano Caprile, Maurizio Vanni, Robert Carroll, Penesta Dika e Giovanni Faccenda.

 

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