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Venerdì, 24 Gennaio 2020 16:33

Art City Arte Fiera Bologna, in mostra i linguaggi dell'arte contemporanea

Le installazioni all'interno dello spazio espositivo di Arte Fiera Bologna (fotografie di Andrea Dami) Le installazioni all'interno dello spazio espositivo di Arte Fiera Bologna (fotografie di Andrea Dami)

di Andrea Dami

Bologna – Una grande vetrina, o meglio 102 luoghi e 23 gallerie dove si potranno vedere mostre, installazioni e performance, tutte a ingresso gratuito.

Non potevano mancare neppure le “visioni” al Cinema Lumière (il 126° luogo). Il tutto è offerto dal 23 al 26 gennaio 2020 dall’ottava edizione di Art City che si svolge in collaborazione con Bologna Fiere in concomitanza con Arte Fiera (dal 24 al 26 gennaio 2020), il punto focale o, se volete, di riferimento che apre il calendario artistico annuale italiano.

Ma andiamo per ordine.

L’Art City di quest’anno ci presenta le più svariate pratiche artistiche contemporanee in dialogo con i vari spazi e contesti urbani di intervento. Un elemento prevalente è la maggiore partecipazione di artiste rispetto ai colleghi uomini e non poteva mancare neppure il confronto generazionale fra artisti affermati e artisti emergenti, la cui ricerca viene sostenuta attraverso la produzione di nuovi lavori realizzati per questa occasione. Ci sono le incursioni della pittura, in affiancamento alla nuova sezione di Arte Fiera, che punta l’attenzione sul linguaggio oggi più dibattuto dell’arte contemporanea.

Ecco alcuni “luoghi” sui 126 in programma: a Villa delle Rose (via Saragozza) possiamo vedere “Interconnessioni” di Antoni Muntadas; al Museo di Palazzo Poggi / Biblioteca dell’Istituto delle Scienze (via Zamboni) le opere di Nicola Toffolini e una serie di disegni in dialogo con il fondo storico dal titolo: “Un perenne stato del presente fossile”. Invece al Museo Davia Bargellini (Strada Maggiore) il progetto di Antonello Ghezzi, “Via libera per volare”, rende omaggio al grande poeta Gianni Rodari nel centenario della nascita, ispirandosi al racconto Il semaforo blu; al CUBO – Museo d’Impresa del Gruppo Unipol (Piazza Vieira de Mello) Alessandro Lupi presenta quattro grandi installazioni (interne ed esterne) volte ad indagare i paradigmi della visione e della percezione, dello spazio e del tempo: “ONE, TOO, FREE. Specchi, ombre, visioni”.

Al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (via Don Minzoni) Claudia Losi presenta l’installazione “Ossi”, ovvero un gruppo di sculture-costole per richiamare non solo il mistero profondo e l’aurea mistica che il grande cetaceo porta con sé, ma anche una riflessione profonda su storia e natura e, per deduzione, tra natura e scultura. Invece nelle Sale delle Ciminiere (sempre del MAMbo) c’è la mostra collettiva “AGAINandAGAINandAGAINand” di artisti provenienti da differenti parti del mondo, che in modo trasversale indagano il tema della ripetizione nella società d’oggi, mostrando come nell’arte sia (oggi) prevalente una riflessione sul tempo e sulle forme di conoscenza e di potere che da esso scaturiscono, spaziando dalla performance al video, alla scultura e alla pittura, fino alla fotografia e all’installazione.

Nello Spazio Kappanoun (via Lambertini) Jimmie Durham, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia, ci mostra “Un’altra pietra”, opere provenienti da collezioni private italiane: pietre per liberare energie espressive e suggerire insolite narrazioni; alla Fondazione MAST (via Speranza) una grande collettiva sulle divise da lavoro nelle immagini di 44 fotografi internazionali e un’esposizione monografica di Walead Beshty che raccoglie centinaia di ritratti di addetti ai lavori del mondo dell’arte incontrati dall’artista nel corso della sua carriera e nel Salone Banca di Bologna – Palazzo De’ Toschi (Piazza Minghetti) una mostra di dipinti di 13 artisti: “Le realtà ordinarie” che indagano su alcuni aspetti della figurazione del nostro tempo.

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Ricordo che nel weekend dal 24 al 26 gennaio il biglietto di Arte Fiera consentirà l’ingresso gratuito alle collezioni permanenti dell’Area Arte Moderna e Contemporanea / Istituzione Bologna Musei. E per i possessori di “Card Cultura” sono riservate tariffe ridotte sull’ingresso ad Arte Fiera e confermate le consuete agevolazioni in tutti i luoghi del circuito Art City Bologna, oltre che in alcuni dei musei e spazi espositivi segnalati, nei quali sia previsto il pagamento di un biglietto.

Inoltre è disponibile un’applicazione fornita di mappa (accessibile da pc e dispositivi mobili al link https://arcg.is/rzTvX), realizzata grazie al supporto dell’ufficio Open Data del Comune di Bologna. L’applicazione permette di individuare agilmente e scoprire i singoli progetti, organizzati in schede informative con descrizioni ed informazioni di dettaglio, allo scopo di facilitare la pianificazione della visita alle singole sedi.

Inoltre, per favorire l’accessibilità, sono stati predisposti orari di “apertura estesi” in tutte le sedi coinvolte.

Il 25 gennaio potremo assistere a uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dal pubblico: la White Night con apertura straordinaria fino alle ore 24.00 in numerose sedi sia del circuito Art City Bologna, sia in gallerie, spazi espositivi indipendenti, palazzi storici e negozi.

Il 24 apriranno i battenti dei padiglioni di Arte Fiera, che in questa occasione ci presenta l’opera “Welcome” dell’artista Eva Marisaldi, che è stata invitata a realizzarla per questa edizione bolognese. Il progetto si compone di due parti: una grande installazione che, come suggerisce il titolo, accoglie gli spettatori all’ingresso della Fiera e un intervento diffuso in vari punti dei padiglioni fieristici e della città di Bologna.

Dopo il successo di critica e di vendite della prima edizione, torna Fotografia e immagini in movimento, (affidata alla curatela del collettivo Fantom: Selva Barni, Ilaria Speri, Massimo Torrigiani, Francesco Zanot). Il punto di forza del progetto risiede in un’idea ibrida dei due media, la fotografia e il video, considerati tanto come oggetti di indagine, quanto come strumenti per esplorare il mondo e sempre in dialogo con gli altri linguaggi dell’arte contemporanea. Forte di queste linee guida, la sezione si ripropone come una riflessione sul presente (e il futuro) dei due media che definiscono il nostro orizzonte visivo quotidiano.

L’edizione di quest’anno vede poi il debutto della sezione inedita Focus dedicata all’arte della prima metà del XX secolo e ai post-war masters. È una serrata selezione di proposte la cui curatrice Laura Cherubini ha scelto il periodo, la tendenza, la corrente artistica e ha selezionato di conseguenza gallerie e artisti. Focus, anche se volutamente ridotta nelle dimensioni, vuole essere un meditato approfondimento su un aspetto dell’arte del Novecento.

Per i pistoiesi ricordo che l’artista Mario Nigro (nato nella loro città nel 1917), che aderì al “Movimento Arte Concreta (MAC)” di Gillo Dorfles nel 1949, è presente nella galleria A arte Invernizzi.

La sezione Pittura XXI, a cura di Davide Ferri, è dedicata interamente alla pittura contemporanea: una panoramica del lavoro degli artisti emergenti, o a metà della carriera, a livello nazionale e internazionale, che si collocano in una fase storica in cui la pittura si è riaffacciata prepotentemente sulla scena dell’arte.

C’è anche il ritorno tra i molti espositori di alcune importanti gallerie, come la Giorgio Persano (Torino), la Galleria Fonti (Napoli), la Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. (Bologna), la FPAC – Francesco Pantaleone Arte Contemporanea (Palermo), A arte Invernizzi (Milano), Ex Elettrofonica (Roma), Otto Zoo (Milano), The Gallery Apart (Roma), 1/9unosunove arte contemporanea (Roma).

Voglio ricordare che nel “padiglione 15” la curatrice Eva Brioschi presenta la mostra L’opera aperta e introduce l’esposizione con queste parole: “La mostra prende spunto dall’omonimo saggio di Umberto Eco, in cui il semiologo affronta il tema dell’indefinitezza dell’opera d’arte, intesa come un apparato che chiunque, persino il suo stesso autore, può “usare” come meglio crede. Le opere aperte sono opere che, seppure formalmente compiute dal loro esecutore, vengono “completate” dall’interprete nel momento stesso della loro fruizione estetica. Ogni fruizione diviene così un’interpretazione e un’esecuzione” e troviamo da Giorgio Morandi a Carla Accardi, da Gerhard Richter a Gianni Colombo, da Mattia Moreni a Alberto Sughi, fino alle nuove generazioni.

In questa 44° edizione di Arte Fiera sono presenti 155 gallerie tra italiane e straniere (108 nella Main Section e 47 nelle tre sezioni curate e su invito); 20 gallerie nella sezione Fotografia e immagini in movimento a cui ne dobbiamo aggiungere 8 per la prima volta a Focus e 19 per la Pittura XXI. Con un totale di 345 artisti presentati in fiera.

 

 

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