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Giovedì, 09 Luglio 2020 12:17

Il pittore Paolo Maiani ospite al Montecatini Contemporary Art

Montecatini Terme - Oggi il Mo.C.A. ha avuto il piacere di aprire le sue porte a un ospite d’eccezione, il Maestro Paolo Maiani.

Nato a Pisa nel 1950, Maiani è pittore di livello internazionale che ha realizzato pregevoli opere, oli, tempere e soprattutto affreschi, in molte città d’Italia e d’Europa, degli Stati Uniti, dell’America del Sud e dell’Asia. L’ultimo suo lavoro è un affresco di 154 mq dedicato alla vita di Gesù, nel Santuario di Maria a San Paolo in Brasile.

Accompagnato dall’Architetto, Professore di Storia dell’Arte e Direttore dell’Università “Don Bosco” di Montecatini, Simone Scardigli, e da Dario Donatini, Direttore dell’Istituto Storico Lucchese – Sezione Pescia-Montecarlo-Valdinievole, l’artista è stato ricevuto dall’Assessore alla Cultura, Antonella Volpi.

La visita di Maiani al Mo.C.A. è mirata.

Ventenne, ai tempi in cui frequenta a Firenze l'Accademia di Belle Arti di Pittura e Scenografia con il maestro Gastone Breddo, Maiani conosce Pietro Annigoni e, di passaggio a Montecatini, ha chiesto di visitare la Galleria Civica montecatinese per ammirare “Vita” (1957, olio su carta, cm 620x350), il capolavoro del Maestro milanese.

L’incontro con Annigoni, e la stima da lui dimostratagli come artista e come uomo – Maiani ama definirsi un “francescano nel senso più comunista della cosa”, incidono profondamente nel percorso artistico di pittore pisano.

“Tu possiedi una capacità e una ricchezza interiore tale da riuscire a fare qualsiasi cosa... e farla bene" – questo il giudizio espresso da Annigoni sul nostro ospite.

Il legame tra i due artisti è forte. L’apprezzamento reciproco.

Nel suo lavoro “Dio è morto” (1998, tempera grassa e olio, cm 50x65) facente parte della raccolta di opere dedicate ai testi del cantautore Francesco Guccini, Maiani rende omaggio ad Annigoni rappresentando il Cristo così come Annigoni lo raffigura nel suo capolavoro “Vita” conservato nella Galleria Civica montecatinese: in jeans e con il marchio della coca cola al posto di INRI sulla croce, simboli di un materialismo e consumismo che fanno presagire il nascere di un nuovo Dio, il dio denaro. Anche i personaggi ai piedi del Cristo sono analoghi nelle due opere: figure inquietanti, trasfigurazioni della violenza di un’umanità che ha ormai perso ogni valore, ogni speranza, e anime perdute che rappresentano le personificazioni dei vizi e della dissolutezza del mondo moderno. Quell’unica immagine di speranza, un bimbo vestito di bianco, presente in “Vita” nell’opera di Maiani/Guccini non c’è: lì, Dio è morto davvero.

E nel 1998, nel decennale della morte di Annigoni, Maiani realizza e dona, alla presenza della moglie di Annigoni, Rossella, una “Crocifissione” (tempera, cm 200x150) conservata nella Basilica di Sant’Antonio a Padova.

Per motivi espositivi “Vita” non è al momento visibile. Al suo posto tuttavia, sino al 26 luglio prossimo, un altro capolavoro, i visitatori trovano la “Primavera Classica” (1914, tecnica mista su tela, cm 390x200) di Galileo Chini di proprietà della Fondazione ViValbanca che l’ha gentilmente concesso in prestito al Comune per la mostra in essere, “Montecatini Garden Spa of Europe – La città termale tra Settecento e Novecento” atto dovuto dall’Amminstrazione nell’ambito del complesso percorso che, ci auguriamo, porti Montecatini Terme a essere riconosciuta Patrimonio dell’Unesco.

L’assenza dell’Annigoni è stata tuttavia colmata dalla presenza del nostro Mirò di cui Maiani ha ascoltato davvero interessato la strabiliante storia. Realizzata nel 1980 per essere donata alla città di Montecatini in occasione del “Maggio Mirò” - uno dei più grandi eventi della storia culturale di Montecatini-, “Donna avvolta in un volo d’uccelli” (olio su tela, cm 260x315) è uno dei cinque quadri più grandi al mondo dipinti dallo spagnolo. In questo 2020, la donna per eccellenza di Montecatini compie quarant’anni ma mantiene intatto il suo fascino. In quella tela, dove l’artista catalano esprime tutta la sua rabbia e la sua disperazione per la vecchiaia che incombe e il senso di morte che sovrasta vita - rappresentata dalla donna espressa in flebili pennellate di colore -, c’è il destino di ognuno di noi.

Davanti a “Donna avvolta in un volo d’uccelli” il Maestro e i suoi accompagnatori, di una squisita gentilezza, si sono trattenuti a lungo e hanno promesso che sarebbe tornati per vedere dal vivo l’opera di Annigoni che, gioiello, insieme al Mirò , della collezione permanente, tornerà a troneggiare nel salone centrale della Galleria Civica con la prossima mostra.

 

 

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