Venerdì, 25 Novembre 2016 08:58

Al Film Festival di Torino, “Wir Sind Die Flut” di Sebastien Hilger

Una scena del film Wir Sind Die Flut Una scena del film Wir Sind Die Flut

dall’inviato Giacomo Martini

Torino - In attesa del gran finale si cominciano a fare i primi conti relativi alle presenze nei primi giorni della manifestazione.

Durante il primo weekend del 34° Torino Film Festival, che comprendeva i dati delle proiezioni tenutesi tra venerdì 18 novembre e la sera di domenica 20 novembre, l'incasso complessivo ha fatto registrare un incremento del 4% rispetto allo scorso anno. E’ stato anche assegnato il primo riconoscimento importante, il Premio Cabiria 2016 che è andato ad Alba Rohrwacher, istituito dal Museo nazionale del Cinema di Torino nel 2015 quale importante riconoscimento attribuito annualmente a un regista, un attore o un’attrice che si siano particolarmente distinti per la loro attività nel corso dell’anno con il loro contributo per l’arte cinematografica. La bravissima attrice è presente nel cast del film “ La Mecanique De L'Ombre “ di Thomas Kruithof (Belgio 2016) in concorso nella sezione Torino 34.

Ma il festival è stato sopratutto segnato da un atteso ritorno, quello di Nanni Moretti, il primo direttore per tre anni dell'era post Gianni Rondolino. Un ritorno in occasione del restauro di suoi film più “politici”, “Palombella rossa” (1989) gli anni della polemica con Massimo D’Alema - indimenticabile la frase che gli rivolse: “Ma quando dirai qualche cosa di sinistra?” -. Insieme a lui anche gli altri tre ex direttori del festival, Gabriele Salvatores e Gianni Amelio. Purtroppo grande delusione dei molti fans di Moretti che non sono riusciti a trovare i biglietti per la proiezione del film, che in ogni caso sarà ripetuta nei prossimi giorni.

Gabriele Salvatores ha presentato “Blow Up” di Michelengelo Antonioni, Gianni Amelio sarà al festival oggi per la presentazione del suo libro “L'ora di regia”.

Non è finita la passerella dei nostri registi, infatti sempre oggi, verrà assegnato a Paolo Sorrentino il Premio Langhe-Roerio e Monferrato alla sua 1° edizione. Il tutto con un cocktail di gala a scopa di beneficenza nelle sale del Palazzo della Luce.

Lasciamo la mondanità e torniamo ai film che rimangono, almeno per la gente che affolla le sale, il fatto più importante. Cominciamo dal film tedesco “Wir Sind Die Flut” di Sebastien Hilger (2016). In un paese costiero la marea si è ritirata quindici anni fa, senza una precisa ragione. Nella stessa giornata sono misteriosamente scomparsi tutti i bambini del villaggio, cancellando in un sol colpo tutto il futuro del villaggio. A studiare le maree ed a risvegliare il passato arrivano due giovani scienziati. Un film metafisico dalla forte carica evocativa; un'opera prima che nella narrazione e nello stile sfrutta l'inquietante bellezza della costa baltica.

Altro film di rilevante interesse “Christine” di Antonio Campos (Usa, 2016). La storia vera di Christine Chubbuck conduttrice della Tv americana anni '70, travolta dalla svolta sensazionalistica e spettacolare dei media e dal conflitto tra immagine pubblica e intima disperazione che ispirò il film di Sidnay Lumet, “Quinto Potere”. Ma il film a mio parere più interessante e da non perdere, è “Death In Sarajevo” di Danis Tanevic. Alla viglia dell'attentato contro l'erede al trono austriaco Franz Ferdinand all'hotel Europa di Sarajevo si incrociano lotte sindacali, politiche ed ideologiche. Su questo sfondo il regista adatta liberamente una piece alternando satira, azioni e analisi politica, con lunghi piani di sequenza. Una riflessione intensa, ironica, dolorosa sull'impossibilità dell'Europa di arrivare ad una convivenza serena.

Liberamente