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Giovedì, 28 Settembre 2017 15:11

Presente Italiano entra nel vivo con il tributo a Sergio Martino

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La locandina originale del film "Lo strano vizio della signorina Wardh" La locandina originale del film "Lo strano vizio della signorina Wardh"

di Andrea Capecchi

Pistoia – La terza edizione del festival Presente Italiano entra nel vivo con una due giorni dedicata al cinema giallo-thriller di Sergio Martino.

Al regista e sceneggiatore romano, apprezzatissimo da Quentin Tarantino e maestro del cinema di genere in Italia, sono dedicate le proiezioni di quattro suoi film degli anni Settanta, appartenenti al fortunato filone del giallo-thriller e divenuti ormai titoli di culto per gli amanti del genere. Lo stesso Martino, insieme all'attore Luc Merenda, sarà presente ai principali eventi in programma nei giorni venerdì 29 e sabato 30 settembre, partecipando alle proiezioni e alla tavola rotonda alla libreria “Lo Spazio”, dove vi sarà l'occasione di un incontro pubblico con il regista.

Si inizia venerdì 29 alle ore 17.30 a Pistoia Sotterranea con la visita alla videoinstallazione dedicata a Sergio Martino realizzata dall'Associazione Spichisi; a seguire si terrà la presentazione in anteprima dell’edizione Bluray “I corpi presentano tracce di violenza carnale”, realizzata da CG Entertainment e in vendita in tiratura limitata durante il festival.

In serata sono previste le prime due proiezioni al cinema Globo: alle 19.15 “Lo strano vizio della signora Wardh” (1971, durata 98 minuti), alle 21.30 “I corpi presentano tracce di violenza carnale” (1973, durata 89 minuti).

Ne “Lo strano vizio della signora Wardh” Julie Wardh – interpretata da Edwige Fenech – è una donna dalle tendenze sadomasochiste, che dopo aver interrotto la sua perversa relazione con Jean, cerca di condurre un'esistenza tranquilla al fianco del marito Neil. Trascurata da quest'ultimo e ricattata da Jean, la donna accetta la corte di George. Ma Jean la assilla fino al punto di tentare di ucciderla. Per smascherarlo, la polizia fa credere che il delitto sia riuscito.

Ne “I corpi presentano tracce di violenza carnale” un serial killer colpisce a Perugia tra gli studenti universitari e tre studentesse si ritirano in una casa di montagna per dimenticare gli ultimi efferati delitti. Purtroppo per loro vengono raggiunte da un'amica e anche dal serial killer che continua a uccidere fino a un finale sconvolgente, ricco di colpi di scena e tensione.

Sabato 30 settembre Martino e Merenda saranno ospiti alle ore 11.30 alla libreria “Lo Spazio” di via dell'Ospizio per una tavola rotonda sul cinema italiano con la presentazione delle rispettive autobiografie dal titolo “Mille peccati...nessuna virtù?” e “La mia vita a briglie sciolte”, entrambe edite da Bloodbuster Edizioni. L'incontro con gli autori vedrà la partecipazione dei giornalisti e critici cinematografici Manlio Gomarasca e Claudio Bartolini e della curatrice Marina Crescenti. Alle ore 18.00, sempre allo “Spazio”, sarà presentato al pubblico il cofanetto “Sergio Martino” in un incontro con Manuel Cavenaghi e Daniele Magni (Bloodbuster) e Pierpaolo De Sanctis (Foud Flies Records).

L'omaggio a Sergio Martino continua in serata al Globo con altri due titoli: alle 19.15 “Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave” (1972, durata 96 minuti), alle 21.30 “Tutti i colori del buio” (1972, durata 94 minuti).

Ne “Il tuo vizio” Oliviero, scrittore fallito, erotomane e alcolizzato, che odia la moglie Irene, viene sospettato di avere ucciso la sua amante. Ma grazie a un'imprevista testimonianza di Irene è scagionato dalle accuse. Qualche tempo dopo, nella villa di Oliviero qualcuno uccide la cameriera di colore. Temendo le conseguenze l'uomo, aiutato dalla moglie, ne mura il cadavere in cantina. Di lì a qualche giorno arriva la nipote Floriana, ragazza spregiudicata, che diventa l'amante della zia, di Oliviero e del motociclista Dario. La ragazza diventa testimone dell'odio che divide gli ospiti e assiste imperturbabile all'omicidio di Oliviero.

In “Tutti i colori del buio” Jane soffre di incubi ricorrenti a causa di un trauma infantile. La sorella le consiglia uno psichiatra, mentre una vicina di casa prova a curarla con la magia nera. Ma è tutto un complotto per rubarle l'eredità. Dopo "Lo strano vizio della signora Wardh", Martino riprova col thriller appoggiandosi alle grazie della bellissima Fenech, di cui il film costituisce un piccolo “omaggio nell'omaggio”.

 

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