Mercoledì, 07 Febbraio 2018 15:01

Il Loppa: "Benigni, Troisi, il cinema e la mia Pistoia"

Massimo Bianchi, in arte Il Loppa Massimo Bianchi, in arte Il Loppa

di Raffaele Totaro

Pistoia - All’anagrafe è Massimo Bianchi, per tutti i pistoiesi è semplicemente Il Loppa.

Con l’articolo rigorosamente davanti, a marcare una territorialità e una provenienza pistoiese che il buon Massimo gradisce e sfoggia con onore. Il Loppa è un personaggio conosciuto in città, dove per anni è apparso su vari emittenti cittadine e regionali e in produzioni nazionali; ma soprattutto, è cosa nota, è l’amico di Roberto Benigni. Proprio a Benigni sono legati alcuni dei suoi più bei ricordi; è lui l’ispiratore del personaggio di Dante interpretato proprio dal premio Oscar in uno dei suoi film più famosi, Johnny Stecchino. Sempre lui è Remiglo, il fratello di Vitellozzo, in “Non ci resta che Piangere”.

Massimo, da dove nasce il nome Loppa?

Loppa è un soprannome ereditato da mio padre Giorgio, pilota prima di moto e poi di auto. Negli anni Cinquanta a Pistoia si correva su un circuito cittadino e mio padre ogni anno usciva di strada alla stessa curva, finendo nella “loppa”, ovvero lo scarto del grano che mettevano nelle curve per attutire le cadute.

Benigni e Troisi, due nomi che hanno segnato la tua carriera.

Due nomi, due geni, due giganti dal cuore grande come una mongolfiera. Ho vissuto con loro a Roma, al Testaccio, e passavamo le serate al Massenzio, vivendo da protagonisti quel mondo artistico fatto di lustrini. Troisi era quello che appariva al cinema, parlava con quel dialetto partenopeo e quella mimica che lo contraddistingueva, era un genio. Benigni più furbo e più “paraculo”, si era creato quel personaggio di sottoproletario toscano e riusciva ad interpretarlo nelle occasioni più propizie. Però quando rimanevamo soli, veniva fuori la malinconia e la profondità del comico. Sono ricordi meravigliosi.

Meglio il cinema professionistico o quello indipendente?

Il cinema indipendente per me è il vero cinema. Mi piace perché, essendo io un caratterista, mi aiuta a crescere e rimanere in contatto con veri talenti artistici. Pensiamo che la bravura venga dal cinema professionistico, ma il regista in quel cinema si avvale di collaboratori e a volte si producono storie banali solo per sperperare soldi che i soliti nomi ricevono. Il cinema indipendente è fatto da amici, hai un’idea, la scrivi, fai la regia, cerchi gli attori con una grande passione e spesso senza compenso. Alla fine hai cresciuto un tuo figlio con amore, impegno e carattere. Poi ben vengano i casting importanti, pagati bene, che ti danno la possibilità di comparti una bella macchina o di fare un bel viaggio con tua moglie.

Cosa rappresenta per te Pistoia?

Una città fantastica per abitarci. Adoro soprattutto le montagne, i viottoli, i sentieri a piedi o in bici. Pistoia non è solo bella per Piazza del Duomo. Politicamente è una città vecchia, dove comandano sempre i soliti su tutto, e non conta il colore politico di chi governa. Ha una piazza bellissima, piazza della Sala, è piena di locali e, nonostante tutto, è una città viva per merito dei suoi abitanti. Se qualcuno mi chiedesse: “Loppa dove preferiresti vivere?”, risponderei senza dubbio: “Pistoia”.

 

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