Venerdì, 31 Agosto 2018 15:19

Nuovi autori italiani alla Mostra del Cinema di Venezia

Un fotogramma del film "Zen sul ghiaccio sottile" Un fotogramma del film "Zen sul ghiaccio sottile"

di Giacomo Martini

Venezia – Nuovi autori italiani debuttano alla 75ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Sarà presentato domani, sabato 1 settembre, in anteprima mondiale, nell’ambito del prestigioso Biennale College Cinema, “Zen sul ghiaccio sottile”, l’opera prima della giovane regista (classe 1984) Margherita Ferri, prodotta da Articolture e distribuita da Istituto Luce Cinecittà.

“Zen”, già vincitore di una menzione speciale al Premio Solinas – Storie per il Cinema, è il film italiano sostenuto per il 2017/2018 da Biennale College Cinema, l’attività strategica della Fondazione Biennale di Venezia rivolta alla formazione di giovani film-maker di tutto il mondo. Un laboratorio produttivo che negli ultimi sei anni ha permesso la realizzazione di oltre 20 lungometraggi di giovani talenti, e oramai un valore assodato nel riconoscimento di nuovi autori, linguaggi e narrazioni, che portano nuova linfa al cinema contemporaneo.

Lo conferma questo debutto, che porta con uno sguardo fresco, vivido e colorato un pugno di temi forti e sensibili: l’identità di genere, il bullismo e la discriminazione, la sessualità, la ricerca di un sé autentico. Il tutto con le armi di un film coming of age, i corpi di due attrici, Eleonora Conti e Susanna Acchiardi al debutto sullo schermo, il paesaggio attonito e poetico delle aree interne della profonda provincia italiana, tra le geometrie e i simbolismi di una pista da hockey. Maia, detta ZEN, è una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell'Appennino emiliano. È l'unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio.

Quando Vanessa - l’intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra - scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare a qualcuno i dubbi sulla propria identità.

Entrambe spinte dal bisogno di uscire dai ruoli che la piccola comunità le ha forzate a interpretare, Maia e Vanessa iniziano così un percorso alla ricerca della propria identità e sessualità, liquide e inquiete come solo l’adolescenza sa essere. Margherita Ferri, formata all’UCLA di Los Angeles e poi al Centro Sperimentale di Cinematografia, dopo esperienze nel documentario televisivo e cinematografico a livello nazionale e internazionale, e dopo aver co-diretto la pluripremiata web-serie “STATUS”, approda al cinema di finzione con un racconto dal sapore fortemente autobiografico.

Un racconto su un’amicizia, un viaggio rischioso di ricerca, di lotta, che invita a non scappare dalle crisi di identità, dalle incertezze, dalle domande pressanti del proprio intimo. In un paese e in un momento storico spesso frastornati da messaggi di sicurezza identitaria, e dove l’identità è una patente di sicurezza, la storia di due giovani adolescenti, perse in una provincia montanara, tra le ritualità di uno sport complicato e di una comunità che faticano a capire, non è una storia minoritaria. 

“Zen sul ghiaccio sottile” è una foto delicata, dura, vivace, di un paese reale. Nuova opera di una realtà giovane e molto dinamica come Articolture – alla ribalta internazionale lo scorso anno con “Gli Asteroidi”, opera prima di Germano Maccioni, unico film italiano in concorso al Festival di Locarno – nello stile della factory il film il film è concepito, prodotto e realizzato interamente in Emilia-Romagna, con una troupe quasi del tutto locale.

 

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