Lunedì, 10 Settembre 2018 15:09

"Guerra aperta" tra la Mostra di Venezia e il cinema italiano

Alfonso Cuaron, vincitore del Leone d'Oro con il suo film "Roma" Alfonso Cuaron, vincitore del Leone d'Oro con il suo film "Roma"

di Giacomo Martini

Venezia - Non poteva passare inosservata la vittoria annunciata da tempo del film messicano “Roma” alla Mostra del Cinema di Venezia.

Infatti l'ANAC - Associazione Nazionale Autori Cinematografici, unitamente alla FICE - Federazione Italiana Cinema d’Essai e all’ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema – hanno emesso un durissimo comunicato stampa nel quale, in coerenza con quanto dichiarato in occasione della conferenza stampa della Mostra nel mese di luglio a Roma, ribadiscono “la loro contrarietà circa la scelta di aver inserito nel concorso di Venezia alcuni film non destinati alla visione in sala, diversamente da quanto aveva deciso il festival di Cannes”.

Nel pieno rispetto delle scelte della giuria presieduta da Guillermo del Toro e senza nulla togliere all'alta qualità del film “Roma” di Alfonso Cuaròn, vincitore del Leone d'Oro, ANAC, FICE e ACEC ritengono iniquo “che il marchio della Biennale sia veicolo di marketing della piattaforma Netflix che con risorse ingenti sta mettendo in difficoltà il sistema delle sale cinema italiane ed europee. Il Leone d'Oro, simbolo della Mostra internazionale d'arte cinematografica da sempre finanziata con risorse pubbliche, è patrimonio degli spettatori italiani: il film che se ne fregia dovrebbe essere alla portata di tutti, nelle sale di prossimità, e non esclusività dei soli abbonati della piattaforma americana”.

ANAC, FICE e ACEC reiterano la richiesta al direttore Barbera di rivedere per il prossimo anno la sua posizione, mentre chiedono al Ministro della Cultura “di varare con la massima sollecitudine norme che regolino anche da noi come avviene in Francia un'equa cronologia delle uscite sui diversi media”.

Così il comunicato: personalmente ritengo e, non sono il solo, che questa scelta sia in netto contrasto non solo con la storia della Mostra di Venezia, ma anche con le sue ragioni culturali per le quali fu istituita, settantacinque anni or sono. Sarebbe opportuno che questo premio venga ritirato immediatamente per non diventare una regola per il futuro a tutto danno del cinema italiano e della sua industria in un momento di gravissima difficoltà. Senza dimenticare che si tratta di un premio sostenuto dal denaro pubblico, come ricorda il comunicato, e che quindi non può andare a favorire un’impresa (Netflix) che è in evidente contraddizione al sistema normativo e gestionale italiano.

Mi auguro che il nuovo ministro del Mibac e la nuova direzione si impegnino politicamente e culturalmente ad interrompere questo legame inaccettabile tra la Mostra e queste nuove imprese multinazionali che rischiano di dare il colpo di grazia al nostro sistema cinematografico ed audiovisivo.

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