Sabato, 15 Ottobre 2016 10:36

Festa del cinema, il giorno di "Snowden". Stone: "Il Governo ci controlla"

dall'inviato Giacomo Martini

Roma - Alla Festa del cinema di Roma, è stata la giornata di Oliver Stone e del suo ultimo film "Snowden".

E' difficile trovare nel cinema un regista più attento ed appassionato per la politica come Oliver Stone. La politica interpretata e raccontata come "dominio" (potere) e dei modi e delle forme con cui il potere esercita questo dominio sulla società, sui singoli e sui gruppi. La sua telecamera si nasconde dentro le stanze del potere per farci comprendere gli intrighi, le violenze, le sopraffazioni, le mediazioni che stanno dietro alla macchina politica. Dalla trilogia dedicata ai tre presidenti USA (JFK, Nixon e Bush), ai due film dedicati a Wall Street del 1987 e 2010, alla sua attenzione quasi spasmodica all'America sfociata nel film “Salvador” e nei due documentari su Fidel Castro e Ugo Chavez - senza dimenticare il suo sfortunato "Alexander" ed i due film dedicati al Vietnam, "Platoon” e “Nato il 4 luglio" - si evidenzia un'attenzione quasi ossessiva sul potere nelle sue diverse forma per una rilettura storica e drammatica. Da questo curriculum che non ha precedenti nel cinema americano non poteva mancare un film dedicato alla più clamorosa vicenda di spionaggio della storia contemporanea ed al suo protagonista, Snowden che dà il titolo al film che racconta la straordinaria storia personale e sconosciuta di Edward Snowden, figura scomoda che ha svelato le attività illegali di controllo attuate dalla NSA, l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale. In poco tempo è diventato uno degli uomini più ricercati del mondo, amato e considerato un eroe da qualcuno e traditore della patria da altri. La sua vicenda incrocia politica, sicurezza, diritto individuale e l'uso smodato delle nuove tecnologie da parte di chi ci governa.

Dopo la proiezione in una sala stracolma di pubblico che ha applaudito a lungo il film, Stone ha incontrato la stampa per una breve (purtroppo) conferenza.

"Il lavoro di preparazione del film è stato lungo e difficile, perché non tutti ed anche il sottoscritto avevano capito il significato di quella vicenda, ho impiegato due anni e mezzo per comprendere fino in fondo che cosa aveva fatto il governo americano non solo contro i suoi tradizionali nemici, ma anche agli alleati. Lavorando oltretutto in un clima fortemente ostile in quanto negli USA è considerato un traditore in quanto ha rivelato dei segreti". Con queste parole il regista ha esordito continuando poi a spiegare le difficoltà incontrate proprio per il clima che si era venuto a creare. Negli USA non ho trovato nessun finanziamento, che mi è venuto, invece, da Francia e Germania. dove ho girato parte del film per poi lavorare a Mosca (dove si era rifugiato Snowden) e Hong Kong. Ma il principale problema era come tradurre sullo schermo le informazioni di Snowden. Il film è già uscito negli USA ed è stato accolto come spesso è accaduto per i miei film 'politici', da una parte della critica e del pubblico molto bene, da un'altra no”, ha ricordato ancora il regista diventato famoso per la sua dichiarazione "attenti al cellulare".

Stone ha ripreso questa dichiarazione evidenziando che "bisogna fare attenzione al cellulare in quanto siamo tutti potenzialmente sospettati, tutti schedabili... pertanto consiglio molta cautela".

Non poteva mancare una riflessione sulla attuale situazione politica americana in procinto di eleggere il nuovo presidente.

"Trump non penso possa vincere, la Clinton è parte integrante del sistema di potere USA, una
donna dura, militarista ed interventista, non credo che abbia uno spirito riformista".

Alla domanda se Snowden aveva visto il film, Stone ha risposto "Certamente ha visto il film, ma ha anche collaborato alla sceneggiatura apportando correzioni e dandoci consigli preziosi. Mentre giravo, avevo il timore che qualche hacker potesse inserirsi e crearmi dei problemi; è stato per me il film più realistico che abbia mai fatto, costatomi 9 anni di duro e difficile lavoro".

Nel film c'è un duro attacco ad Obama. "E' ciò che penso, purtroppo dopo le dichiarazioni di una riforma urgente (relativa proprio al ruolo ed alla funzione del NSA ) non ha fatto niente, ha
perso una grande occasione, come per altri argomenti".

Sul film, Stone ha spiegato: "Volevo comprendere la ragione per cui il mio paese aveva deciso di installare strumenti per un controllo di massa. Sono cresciuto come un conservatore poi l'impatto con il Vietnam mi ha sconvolto, e poi è arrivata l'America latina ed il medio Oriente. Ho deciso quindi di documentarmi ed ho fatto uno studio approfondito sulla storia contemporanea americana ed ho scoperto cose terribili. Lo scopo della politica americana è quello di cambiare i regimi che governano altri paesi per crearne altri a lei subalterni. Libia, Egitto, Irak, Brasile, Venezuela, Cuba Iran... è il modo di fare la guerra moderna".

Per chiudere ha voluto anche fare alcune precisazioni sull'11 settembre. "NSA, FBI e CIA da tempo controllavano alcuni dei protagonisti di quella tragedia, sapevano che cosa stava accadendo, ma quando le informazioni raccolte sono arrivate a Washington si è fermato tutto". Un duro atto di accusa alla Presidenza Bush che abbiamo ritrovato nel film dedicato allo stesso presidente.

Il film è interpretato da Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley, Melissa Leo, Zachary Quinto, Tom Wilkinson, Scott Eastwood, Logan Marshall-Green, Timothy Olyphan e Nicolas Cage. Oggi sarà la volta del primo film italiano nel concorso ufficiale, "Sole cuore amore" di Daniele Vicari.

 

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