Mercoledì, 11 Aprile 2018 12:11

Anton Corbijn premiato a Lucca. "L'arte mi regala la voglia di vivere"

Anton Corbijn, al centro Anton Corbijn, al centro Leonardo Cecconi

di Leonardo Cecconi

 

LUCCA – La giornata di ieri del Lucca Film Festival e Europa Cinema è stata dedicata al fotografo e regista Anton Corbijn.

Il grande artista olandese che ha ritratto i giganti della storia del rock e realizzato videoclip considerati vere e proprie opere d’arte, è stato protagonista della terza giornata della manifestazione; prima la proiezione del film Control sulla controversa figura del cantante dei Joy Divison, Ian Curtis, successivamente con la masterclass dedicata alla relazione tra cinema e musica ed infine con il Premio alla carriera al cinema Astra.

 

Molto interessante la masterclass, al quale hanno partecipato moltissimi giovani e nella quale Corbijn si è confrontato con Alessandro Romanini ed Enrico Stefanelli, direttore artistico del Photolux Festival. “Control è stato filmato a colori e successivamente lo abbiamo denaturato e questo ci ha permesso di rendere più controllabile ed intenso il bianco e nero. Un'altra grande differenza è che nella fotografia non illumino mai con luce artificiale, cosa che invece è successa nel film, anche perchè volevo che il pubblico ponesse l'attenzione sul contenuto e non sull'estetica. Abbiamo filmato solo l'esterno della casa in cui abitava Curtis, visto che gli ambienti reali erano di dimensioni veramente ridotte; siamo stati costretti a riprodurli più grandi al 50%, anche perchè c'è pochissimo movimento di camera”.

 

Interessanti i video mostrati al pubblico, partendo dai primi videoclip realizzati per una televisione tedesca, fino ai suoi lavori con David Sylvian, Nirvana e Coldplay. “Ho sempre amato molto la musica e volevo che la grande musica avesse giustizia anche nei video, che spesso erano di qualità molto scadente. Nel 1984 ho realizzato Red Guitar, un video per David Sylvian, che era un grandissimo musicista nonostante fosse conosciuto per essere uno degli uomini più sexy del mondo. Il video è ispirato ad una foto di Angus McBean, grande fotografo che è stato uno degli ultimi uomini messi in carcere perchè omosessuale e che appare anche nel video. Credo sia molto artigianale, ma fatto in un periodo storico molto diverso e con budget ridottissimo; rivisto ora ci sono parecchie cose che non vanno”.

 

Anton Corbijn è la dimostrazione vivente che con la volontà e la passione si possono raggiungere grandi risultati. All'età di 24 anni ha lasciato il suo piccolo paese della provincia olandese e si è trasferito a Londra senza un soldo, per perseguire il sogno di diventare un grande fotografo. “Oggi non credo che potrei diventare un fotografo e probabilmente non mi sarei trasferito nel Regno Unito. Sono affascinato dalla pittura ed i miei ultimi lavori si concentrano sugli artisti. Certo la musica è meravigliosa per trasmettere delle emozioni, ma l'arte è quella che mi affascina e tutte le discipline artistiche mi intrigano e mi danno voglia di vivere. A breve mi trasferirò ad Amsterdam, ma una città deve motivarti e l'Europa mi da ancora molti più stimoli di quanto possano darmi gli Stati Uniti. Il consiglio che posso dare è quello ovvio che se perseguite un sogno con tenacia, potete raggiungere il risultato. Io ho seguito con energia quello che volevo fare, ma anche se ho vissuto quasi come un senzatetto per un certo periodo, era un momento storico nel quale con la fotografia potevi vivere. Per i video musicali ho iniziato su richiesta, proprio per la rabbia che avevo nel vedere musica meravigliosa rovinata da video orrendi. Anche nella fotografia ho sempre voluto rendere una mia emozione; non so se ci sono riuscito, ma la rabbia è quella che mi ha spinto a provarci. In tutti i miei video c'è un filo conduttore, una storia”.

 

Poi Corbijn parla dei suoi molteplici impegni e di un gruppo con il quale ha amato particolarmente lavorare. “Disciplina, curiosità e vivere sano, sono situazioni essenziali per me. Cerco di non preoccuparmi troppo, anche se caratterialmente sono il contrario. Mi affascina tutto quello che è comunicazione visiva ed ultimamente ho disegnato l'ultimo logo dei Depeche Mode, però mi piacerebbe moltissimo anche disegnare una casa. Sono in post produzione per realizzare un documentario sul tour degli U2 di Joshua Tree. La fotografia che c'è al centro di quell'album l'ho realizzata con una macchina panoramica, ma essendo la prima volta che la usavo ho commesso diversi errori, come sulla messa a fuoco. Volevo fare una fotografia che rappresentasse le emozioni che gli U2 volevano raccontare. Ho amato molto lavorare con i Nirvana e Kurt Cobain. Nel video che ho realizzato con loro è stato proprio Cobain a dare il 90% dei suggerimenti creativi; abbiamo ottenuto un risultato straordinario e vinto diversi premi, anche se a quel punto Kurt era già morto. Il più grande rimpianto che ho è stato quello di aver rifiutato di realizzare il video successivo, perchè pensavo che avessimo raggiunto il massimo con “Heart Shaped Box”; questo probabilmente è il più grande rimpianto della mia carriera perchè quello fu l'ultimo video dei Nirvana. Sono stati una band fantastica, delle persone meravigliose e Cobain è stata una delle persone più dolci che abbia mai incontrato”.

 

“In questo momento sto curando un libro fotografico “I vivi ed i morti” -chiude Corbijn- con i miei autoritratti degli anni 2000 ed un libro sui Depeche Mode edito da Taschen. Inoltre sto finendo un film sugli U2 e sto realizzando un film su una storia appassionante che si svolge in Florida alla fine degli anni '40 e si basa su un fatto vero, basato su incidenti razziali, a metà tra un film drammatico ed un thriller”.

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