Lunedì, 04 Giugno 2018 15:46

Dialoghi sull'Uomo, l'importanza degli studenti-volontari

Gli studenti-volontari del festival Gli studenti-volontari del festival

di Greta Donadello

Pistoia - Da nove anni il celebre festival di antropologia contemporanea ospita a Pistoia alcuni importanti studiosi e intellettuali del panorama italiano e internazionale.

Personaggi noti per la loro attività culturale o accademica hanno permesso a tutti i partecipanti di assistere a dibattiti antropologici, filosofici, storici e molto altro ancora. Ma che dire dei ragazzi che ogni anno rendono possibile lo svolgimento del festival? Spesso passano inosservati nonostante il loro ruolo sia estremamente importante.

Il compito principale degli studenti pistoiesi – in prevalenza liceali ma anche studenti universitari – è quello di indirizzare i partecipanti verso lo stand o il relatore d'interesse, controllare che le regole e gli spazi necessari per mantenere la sicurezza siano rispettati da tutti e, soprattuto, affrontare una preparazione scolastica che li renda consapevoli e informati sul tema dei Dialoghi.

Un esempio è quello del liceo scientifico pistoiese “Amedeo di Savoia”, che fornisce ai ragazzi una preparazione di un minimo di sei ore per le sei ore corrispondenti di attività. Il tempo che i ragazzi dedicano al progetto viene conteggiato, in certi casi, nell'insieme di ore da spendere nei progetti di Alternanza Scuola-Lavoro.

Nell'ambito universitario, invece, l'attività svolta dagli studenti durante i giorni del festival può essere inclusa nel tirocinio formativo. Gli studenti interessati al progetto sono moltissimi e per poter partecipare ai Dialoghi sull'uomo la richiesta deve essere inoltrata con largo anticipo: in alcuni casi i ragazzi hanno dovuto attendere più di un anno per poter finalmente dirigersi verso il centro storico della città e collaborare con gli organizzatori.

Il ruolo degli studenti non è facile e oltre alle lunghe attese, alla concentrazione e alla professionalità richieste, al caldo talvolta insopportabile, si aggiungono le ore di vigilanza da trascorrere rigorosamente in piedi.

Tutto questo lascia in noi una nota positiva: il mito degli adolescenti disinteressati, maleducati e scansafatiche non ci è mai sembrato così insensato. Ciò che rende piacevole e interessante il festival non è, in effetti, esclusivamente la statura intellettuale e la bravura dei relatori, ma anche l'impegno delle tante persone che lo hanno reso possibile, tra le quali i giovani determinati a formare il proprio senso critico e ampliare una cultura personale che vada ben oltre quella scolastica.

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