Venerdì, 14 Settembre 2018 08:30

Fiera di Casalguidi in festa con Mario Fargetta. Intervista esclusiva al noto dj

Fargetta davanti al pubblico di Casalguidi Fargetta davanti al pubblico di Casalguidi Leonardo Cecconi

di Leonardo Cecconi

 

Casalguidi - Noto con lo pseudonimo Get Far, Mario Fargetta è uno dei più noti dj italiani.

Vera icona radiofonica, in particolare per gli attuali over “anta”, assieme a Linus, Albertino, Prezioso e Molella ha rappresentato un must radiofonico ed a distanza di molti anni è ancora saldamente sulla cresta dell'onda. Non solo disc jockey, attività che ha iniziato a svolgere sin dalla prima adolescenza, ma anche produttore discografico e regista radiofonico, specializzato in musica house e dance; altra grande passione è sempre stata il calcio, avendo vestito la casacca dell’A.C. Besana Brianza ed arrivando a giocare anche in serie D. All'età di 25 anni l'opportunità di iniziare a lavorare con Radio DJ grazie alla proposta dell'amico Linus, fino all'esplosione negli anni novanta con le due trasmissioni, Deejay Time e la Deejay Parade, di Albertino. Lo abbiamo incontrato poco prima della sua performance alla prima serata della Fiera di Casalguidi e ci ha gentilmente concesso una intervista in esclusiva. In piazza circa 4.000 persone, per una prima serata che alla fiera non si vedeva da tempo; oltre un'ora e mezzo di musica anni '90, con Manuel Dj a fare da degnissimo apripista.

 

Oggi Mario Fargetta si sente più dj o produttore?

“Tutti e due di pari passo. Non ho mai mollato nel fare il produttore, ma continuo anche come dj al 100% perchè tra la radio e le serate, non si smette mai”.

 

Tante collaborazioni, anche con musicisti non propriamente dance come Mario Biondi o Sagi Rei. Qual'è stato il progetto musicale che più hai amato personalmente e quello che ti ha più gratificato a livello commerciale.

“Rimango affezionato ad una delle prime canzoni fatte, una cover di John Miles dal titolo “Music”, che ha avuto un discreto successo anche in Inghilterra e quindi ne vado fiero. Ma ci sono due brani che stanno più in alto e sono “I will rise again”e forse “Shining star”, che mi ha dato più luce e successo nel mondo”.

 

Grazie a Manuel Dj, ormai hai un legame molto stretto con la realtà pistoiese ed esattamente di Casalguidi.

“Adesso usciamo con due tracce nuove, ma lui è un genio. Non ha apparecchiature di ultima generazione, ma è un ragazzo che con pochi mezzi ed il suo computer riesce a realizzare e fare, tirando fuori l'estro del musicista. Crea prodotti e tracce particolari ed a me piace molto, per questo ho deciso di produrlo”.

 

Come è cambiato il ruolo del dj negli ultimi trent'anni?

“Proprio una trentina di anni fa la figura del dj è partita in sordina, divenendo sempre più importante e trasformandosi anche in produttore. Adesso è un protagonista della musica, una vera e propria star ed è risaputo che i top dj del mondo, guadagnino più di cantanti rock o pop. Anche noi che facciamo le classifiche quasi ogni mese, vediamo che i nomi sono sempre i soliti come David Guetta, Calvin Harris o Major Lazer, che guadagnano un pacco di soldi; per non parlare poi dei rapper”.

 

Normalmente quando si è nel privato si evita di parlare del proprio lavoro. Però immagino che non parlare di musica sia impossibile. Quindi che cosa ascolta Mario Fargetta?

“Quando stacco dal lavoro cerco di stare tranquillo e di far riposare le orecchie. Ascolto un pò di tutto, ma da quando faccio il produttore ho percepito che la musica cambia a seconda delle ore della giornata. Se ascolto un disco la mattina percepisco dei suoni in una maniera, mentre nel tardo pomeriggio magari li percepisco in un'altra maniera. Non ho dei preferiti, ma se i Coldplay escono con un disco sono certo che è sicuramente un ottimo prodotto. Mi piacciono anche i Maroon 5, che non sbagliano un colpo, ma non sono fan di qualcuno in particolare. Poi ho dei miti che rimangono, ma sono legati agli anni '70 o '80, come il genio di Michael Jackson o il grande James Brown”.

 

E da tifoso juventino, hai vissuto con sorpresa l'arrivo di Ronaldo alla Vecchia Signora?

“Il gol in rovesciata in Champions è stato bellissimo, però una mazzata tremenda per noi tifosi. Ma il gesto atletico è stato stupefacente, come sono rimasto stupito dagli applausi di tutto lo stadio, che ha messo in buona luce l'Italia sportiva. Credo che questa cosa sia rimasta nella testa di Ronaldo e quando, a fine competizione, ha fatto certe dichiarazioni, ho capito che forse poteva anche venire a Torino. Probabilmente era una operazione concordata da mesi”.

 

Prima di lasciarti alla tua esibizione, puoi darci l'anteprima di qualche nuovo progetto?

“Sto facendo il remix di “Masterpiece”, un pezzo di Gazebo che devo finire entro fine mese e lavorando sul mio nuovo singolo, un brano dei Toto dal titolo “I'll be over you”; ci lavoro da parecchio tempo e vediamo se riusciamo a trovare la soluzione finale. Poi tanti altri pezzi cantati, pronti e sui quali lavorare, per cui c'è molta carne al fuoco”.

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