Venerdì, 28 Dicembre 2018 15:42

Vinicio Capossela protagonista del Capodanno romano al Circo Massimo

Il cantautore Vinicio Capossela Il cantautore Vinicio Capossela

di Giacomo Martini

Roma – Cinquanta anni fa il primo uomo appoggiò il suo piede sulla Luna, da sempre mistero e suggestione fin dai tempi più remoti.

In suo omaggio il Circo Massimo di Roma si trasformerà in una grande piazza di suoni, luci, performance acrobatiche, immagini e fuochi d’artificio per attendere l’arrivo del nuovo anno. Numerosissimi gli artisti e i musicisti che proporranno ricordi e tributi a quell’impresa che ha segnata una conquista storica dell’uomo e della scienza.

Sarà una notte lunghissima che si aprirà alle ore 21 con i saluti del dj Dimensione Suono, seguito dalla performance “Ode alla luna“ dei Kitomb. A seguire il concerto della piccola orchestra di Tor Pignattara con una esecuzione eseguita da venti ragazzi under 18 figli di immigrati provenienti da 14 paesi diversi, diretta dal maestro Pino Pecorelli, un musicista da tempo impegnato con l’Orchestra di Piazza Vittorio.

Evento più atteso della serata, il concerto per parole e musica di Vinicio Capossela, artista di prodigi e visioni fantastiche che allieterà il Capodanno della città eterna: un breve viaggio musicale di andata e ritorno dal Circo Massimo alla luna con un tributo di Guido Ceronetti, scrittore e poeta scomparso di recente.

Un viaggio che inizierà alle 22.15 con l’entrata in scena dell’ensemble guidata dal cantautore affiancato dai fedeli Vincenzo Vasi con campioni elettronici e diavolerie spaziali, le chitarre di Asso Stefana e una compagnia di fantomatici lunatici, seleniti, gladiatori e allunanti. La stessa compagnia che da anni segue il cantautore nelle sue avventure musicali fra letteratura e canzoni.

Un racconto musicale reso ancora più fantastico in quanto arricchito dall’incontro immaginario con Guido Ceronetti, scrittore e poeta eccentrico con cui il cantautore ha avuto tempo fa un incontro ravvicinato sul potere della parola e il tema dell’esilio, che il poeta piemontese presentava come “la nostalgia di una patria che può esistere“. Un tema molto caro al musicista da sempre sensibile alle suggestioni letterarie da Omero a Melville. Un percorso artistico che proseguirà nella notte romana di Capodanno.

 

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