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Giovedì, 17 Settembre 2020 16:15

Un nuovo traguardo per gli Omini: dopo il teatro, il cinema!

Gli Omini Gli Omini

di Stefano Di Cecio

Pistoia – Un nuovo, importante risultato artistico per Gli Omini, il trio pistoiese costituito da Luca e Giulia Zacchini e Francesco Rotelli.

Reduci dal 77mo Festival del cinema di Venezia, dove hanno presenziato alle proiezioni del film “Extraliscio. Si ballerà finchè entra la luce dell’alba” di Elisabetta Sgarbi, che li vede fra gli interpreti, li abbiamo incontrati per far loro qualche domanda.

Abbandonato il palco del teatro per entrare in quello più grande e imperituro del cinema. Com’è nata questa nuova avventura?

E’ nata con gli Extraliscio. In realtà sempre sui nostri piccoli palchi siamo rimasti. Siamo partiti da un piccolo palco anche con loro e abbiamo fatto insieme questo “Gran Glassè”, un varietà dove abbiamo preso un po’ il meglio delle testimonianze raccolte nei nostri 15 anni di indagine e le abbiamo fuse con le loro canzoni, convinti del fatto che avessimo qualcosa in comune, soprattutto per quanto riguarda il concetto di “popolare” che sta dietro al nostro teatro e alla loro musica. Una serie di vicissitudini ci hanno portato poi a condividere il documentario che in realtà è incentrato completamente su di loro.

Quando è nato questo progetto? Come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti per caso. Cercavamo un gruppo con cui fare uno spettacolo perché volevamo e dovevamo fare uno spettacolo musicale. Amici musicisti di Giulia suggerirono questo gruppo. Li ascoltammo e poi Luca telefonò a Mirco Mariani, uno dei leader del gruppo assieme a Moreno Conficconi e Mauro Ferrara. Ci siamo visti un’ora a Bologna in un bar per parlarne, la cosa è andata in porto con una facilità e un entusiasmo rari e il giorno del debutto, proprio qua a Pistoia, alla Fortezza tre anni fa, ci siamo visti e lo abbiamo montato nel lasso di tempo che va da dopo pranzo all’ora di inizio dello spettacolo. E’ frutto di una connessione fortunata tra tutti noi, perché ci siamo trovati subito umanamente molto bene, è partita subito la “caciara”, Gran Glassé è basato molto sull’unione e sulla festa, la prima è stata una grande replica e ci ha dato la spinta di continuare.

Per questo film o docufilm, avete pensato voi alla sceneggiatura?

Assolutamente no, la nostra partecipazione al film-documento è veramente minuscola, un cameo e ci siamo ritrovati in questa locandina assieme a tante altre collaborazioni. Tutto ruota intorno agli Extraliscio e a come si è creato il loro gruppo, che già è un’ operazione abbastanza particolare. Riccarda Casadei, legge un’intervista di Mirco Mariani (musicista, compositore di rock’n’roll, musica Indie, musica ricercata ma allo stesso tempo di grande attualità) in cui parla bene di Secondo Casadei, padre di Riccarda che, incuriosita dalla propensione per il liscio di Mirco, vede in lui la persona che potrebbe arricchire questa tradizione e proseguirla. Lo mette in relazione con due volti storici della musica popolare romagnola che sono, appunto, Moreno Conficconi e Mauro Ferrara. Da questa unione nasce il progetto che vede accalcarsi sullo stesso palco grandi “cavalli” della musica tradizionale romagnola (sassofonisti, fisarmonicisti, cantanti) e musicisti ipercontemporanei, sperimentatori folli, frutto della ricerca che Mirco porta avanti da tutta la vita. Gli Extraliscio sono per natura portati al teatro e al cinema. Anche ritrovarsi a tavola con loro è già spettacolo. Infatti non siamo stati gli unici a vederne la potenza. Dopo di noi hanno fatto un’altra esperienza teatrale con Ermanno Cavazzoni, scrittore, nonchè uno degli sceneggiatori di Fellini. Ermanno Cavazzoni gli ha presentato Elisabetta Sgarbi, è stato subito amore  e da lì è nato il film. Un film in cui questa naturalezza nel lanciarsi in nuove imprese, questa grande spontaneità nel legarsi ad altri percorsi, viene fuori tutta. 

Chi lo ha prodotto?

Elisabetta Sgarbi, deus ex machina di tutto questo “ambaradan”. Fondatrice e direttrice de La Nave di Teseo, casa editrice che ha vinto il premio Strega quest’anno, direttrice di Linus. Una donna vulcanica, con la passione del cinema. Fa documentari da anni, in realtà, con la sua casa di produzione, la Betty Wrong che poi ha prodotto anche il film.

Sono stati gli Extraliscio a coinvolgervi, allora?

Sì. Hanno parlato a Elisabetta delle varie collaborazioni che hanno avuto da quando sono nati, e quindi anche di noi, e lei, durante le riprese del film, ha chiamato, per alcune scene, tante delle persone che hanno collaborato con gli Extraliscio in questi anni, tra i quali noi. La maggior parte sono tutti musicisti o affini, noi assieme ad Antonio Rezza siamo l’unica partecipazione per quanto riguarda il teatro, poi ci sono le illustrazioni animate di Igort dentro il film, però insomma la carrellata dei nomi che ci sono lì dentro è infinita: Jovanotti, Elio, Orietta Berti, Bianconi.

E grazie anche a una telefonata...

Mai conosciuto niente di simile fino a ora a livello di propositività, di potenza di fuoco, di capacità di rilanciarti e di dettare i tempi delle cose che te devi fare. Il coinvolgimento usato con noi è stato simile a come è nato Gran Glassé: una telefonata, “mi piacerebbe che partecipaste a questo documentario, non so bene cosa racconterà il documentario nè quale sarà la vostra parte, è normale che voi non sappiate che cosa farete quando ci incontreremo ma se venite son contenta”. Così è andata, siamo andati là con due/tre pezzettini, con qualche mezza idea di cosa poter fare, ci siamo attaccati al Gran Glassé, che era l’anello di congiunzione con gli Extraliscio, e le riprese sono state fatte in un teatrino a Bologna e così è andata.

Verrà proiettato nelle sale cinematografiche?

Lo stanno già facendo, ora hanno una piccola tournée nei cinema, ha già vinto il premio SIAE, l’unico premio nella sezione Autori a Venezia; insomma, è partito col botto.

Direi che è un piccolo passo per Gli Omini e un grande passo per il cinema…potrebbe essere una rampa di lancio.

Ci siamo davvero solo per un minuto per un minuto e mezzo ma è stato bello vedere la gente ridere anche in una sala di cinema della Biennale di Venezia. Bellissimo vedere le nostre parole sottotitolate in inglese, soprattutto quelle inventate.

 

Tornati da Venezia, Gli Omini si sono rimessi a lavorare alle loro piccole titaniche imprese, come lo spazio che hanno aperto tre anni fa nella periferia di Pistoia, che dopo mesi di chiusura, stanno cercando di far rivivere.

In attesa di poterli vedere al cinema, di seguito gli appuntamenti per vederli dal vivo.

In questi tempi di incertezze e minacce, proviamo a resistere e apriamo i cancelli. Cinque serate all'aperto per gli ultimi due fine settimana di settembre.

Sabato 19 e domenica 20 settembre, ore 21, "Coppa del Santo"
Il nuovo spettacolo de Gli Omini, che vede sfidarsi 32 santi dai fenomenali superpoteri. Il pubblico eleggerà il vincitore seguendo le regole del gioco bandito da due preti sui generis.VENERDI’

Venerdì 25 settembre, ore 21, "Supersocrates"
Uno spettacolo di calcio, marionette e democrazia del Teatro Elettrodomestico sul mitico calciatore-dottore brasiliano che insieme alla sua squadra si battè contro la dittatura del suo paese.A seguire il circolo Bugiani porterà in piazzale pizze da asporto.

Sabato 26 settembre, ore 19, "M'è annegato il pesce rosso"
Fabio Monti di EmmeA’teatro torna in Segheria aramato di chitarra e pezzi di vita per parlare, straparlare, cantare, suonare e improvvisare.A seguire il Circolo Bugiani porterà una cena in piazzale.

Domenica 27 settembre, ore 21, "Pseudolo"
Francesco Pennacchia gioca con la commedia Plautina in un continuo ribaltamento tra finzione e verità, "…come il poeta che cerca qualcosa che non esiste e poi lo trova, e rende simile al vero ciò che è pura finzione…”. Il piazzale è piccolo, le norme di sicurezza ANTI-COVID saranno rispettate.

I posti sono limitati.
La prenotazione è obbligatoria.
L’ingresso è riservato ai soci ed è possibile tesserarsi al momento della prenotazione.

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