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Venerdì, 13 Novembre 2020 15:22

Disegnare emozioni: viaggio nell'arte di Barbara Bertucci

Barbara Bertucci e alcuni suoi disegni (fotografie di Barbara Bertucci) Barbara Bertucci e alcuni suoi disegni (fotografie di Barbara Bertucci)

di Andrea Capecchi

Pistoia – Una passione coltivata fin da bambina, un modo per esprimere le proprie emozioni, uno strumento per stare bene e superare i momenti di difficoltà.

Sono molti i significati dell'arte del disegnare per la pistoiese Barbara Bertucci, insegnante in una scuola dell'infanzia ma da sempre appassionata di disegno, oltre a nutrire vari interessi nei campi della letteratura, scrittura, musica e storia.

Per Barbara disegnare è un gesto spontaneo e naturale, che nasce da un bisogno, un'esigenza personale di esprimere i propri sentimenti e la propria visione del mondo attraverso questo linguaggio artistico.

Un'arte che ha ricevuto apprezzamenti e un importante riconoscimento: dodici suoi disegni – undici all'interno e uno in copertina – saranno presenti nella nuova agenda 2021 edita da Settegiorni, in uscita il prossimo 16 novembre in doppia versione, con copertina di colore rosso o nero (formato 15x21, 80 pagine). L'agenda sarà acquistabile, al costo di 10 euro, presso le principali librerie ed edicole di Pistoia, e saà presente anche sul circuito online.

“Quando Nilo Benedetti di Settegiorni ha visto i miei disegni – spiega Barbara – mi ha contattata e mi ha chiesto se ero disponibile a illustrare la sua agenda. Gli ho risposto immediatamente di sì, senza nemmeno voler conoscere il progetto. Oggi, a un mese di distanza, ho visto in anteprima l'editing dell'agenda: sono veramente contenta, per me è una bella soddisfazione”.

cop agenda rossa

Ma da dove inizia il percorso artistico di Barbara? “Sono completamente autodidatta – racconta – ormai da 14 anni lavoro come maestra d’asilo ma fin da piccola ho coltivato la passione per il disegno, è qualcosa che mi ha catturata fin da quandoi ero bambina. Dopo il diploma magistrale provai a dare l’esame di ammissione all’Accademia di Belle Arti a Firenze, fu un esame molto impegnativo che purtroppo non andò bene; dopo questa delusione ho messo da parte l'idea del disegno come prospettiva di lavoro, ma ho continuato a mantenere questa passione e a portarla avanti nel tempo libero”. Il mondo della scuola dell'infanzia ha aiutato molto Barbara a non abbandonare mai nè mettere definitivamente “nel cassetto” questa passione, anzi le ha permesso di comprendere ancora più a fondo l'importanza del disegno come mezzo di comunicazione e di espressione del proprio “io”.

“Da tanti anni osservo la funzione espressiva e comunicativa del disegno, ma anche il suo valore terapeutico come strumento di rilassamento e riflessione per i bambini. È un modo per calmare i bambini più agitati ed “esuberanti” ma anche per farli sfogare, per permettere loro di comunicare i propri sentimenti o il proprio stato di malessere: quello del disegno è un canale che uso molto a scuola, mi serve per entrare in empatia con i bambini e per lasciarli liberi di “parlare”, hanno sempre qualcosa di significativo da dirci”.

L'ambiente scolastico ha posto Barbara a stretto contatto con i bambini e con i loro libri illustrati, diventati per lei non solo semplici strumenti di lavoro quotidiano in classe, ma anche modelli d'ispirazione per i propri disegni. “La scuola dell'infanzia è e deve restare un ambiente creativo, dove i bambini si sentano liberi di esprimersi, e dove si possano sperimentare insieme i diversi linguaggi espressivi”.

Disegno 1

Per anni passione “latente”, il disegno si è riaffacciato di prepotenza ed è ritornato a essere il principale interesse di Barbara durante i primi mesi di quest'anno. “Con l’arrivo della pandemia e il confinamento forzato – spiega – mi sono sentita in uno stato di ansia e preoccupazione, come credo sia accaduto a tutti. Una sera, in cui il malessere era più forte, ho aperto un quaderno e mi sono messa a disegnare: è stato un gesto spontaneo, primordiale, fatto senza nemmeno pensarci. L’istinto mi ha detto: “Disegna, ti farà stare meglio!”, e io ho obbedito. Non c'è stato nulla di progettato o pianificato. Mi sono fatta un autoritratto con la mia canina: il solito che sarà nella copertina dell’agenda di Settegiorni. Dopo aver fatto quel disegno mi sono sentita benissimo, ero calma, tranquilla, mi sentivo pacificata.

Da quel momento ho continuato a farne altri. Li ho postati sui social non certo con intenti pubblicitari né con secondi fini, non mi sono mai sentita brava né talentuosa; volevo solo condividere ciò che in quel momento avevo provato e dare un messaggio di speranza e di ottimismo in un contesto molto incerto e drammatico. Il messaggio era e vuole ancora essere quello: ognuno ha dentro di sé gli strumenti e le risorse per migliorarsi, esprimere i propri sentimenti ed entrare in empatia con gli altri.

Mi ha sorpreso il successo di pubblico che i miei disegni hanno avuto, molte persone mi hanno contattata per chiedermi di acquistarli e io sono rimasta quasi sconvolta, non me l’aspettavo proprio e all'inizio ero molto restia e titubante nel voler vendere qualcosa che ritenevo – e lo ritengo ancora adesso – una parte di me, un qualcosa di intimo e molto personale. Alla fine ho raccolto la sfida e mi sono messa a disegnare anche su commissione, realizzando ritratti, figure e illustrazioni reinterpretate secondo la mia sensibilità e il mio mondo interiore”.

Disegno 2

Nei disegni di Barbara colpisce la naturalezza del suo tratto di matita, la presenza di uno stile personale, l'originalità con cui sa rendere le figure femminili. “Non ho un unico modello di riferimento, mi piace leggere i libri illustrati, sia per bambini che per adulti, e le graphic novel, che mi hanno influenzato e hanno aggiunto qualcosa al mio stile. Non mi ritengo brava a disegnare, ma ho trovato una modalità per esprimere me stessa che mi fa stare bene e mi ha aiutata a superare tanti brutti momenti quest’anno. Sono arrivata a sviluppare uno stile che oggi riconosco come mio e che mi contraddistingue, qualsiasi cosa io disegni”.

Progetti per il futuro? “Dopo l'agenda, mi piacerebbe lavorare ad una mostra personale e perchè no, prima o poi pubblicare un libro illustrato”.

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