Musica

di Leonardo Cecconi

BOLOGNA – L'ottava edizione del Botanique Festival ha regalato un concerto di valore assoluto. In una afosa serata di luglio, circa mille persone si sono riunite sotto il palco dei Giardini di Filippo Re per ascoltare lo straordinario Kamasi Washington, trentaseienne sassofonista di Los Angeles, ragazzo prodigio della nuova generazione jazzistica statunitense e compositore di quel capolavoro di disco triplo che porta il nome di Epic.

Una band ridotta al minimo, considerando i tantissimi musicisti che hanno partecipato al progetto, con due batteristi, un basso, un trombone ed il fantastico Brandon Coleman alle tastiere, già con Alicia Keys e Stevie Wonder, tanto per fare due nomi. A fare da contorno una corista, che ha cantato due brani ed il padre di Washington, Rickey, al flauto traverso da metà concerto in poi; nato in un quartiere povero di Los Angeles, è proprio grazie al padre che Kamasi ha iniziato a suonare fin da piccolo, evitando di finire per strada come molti suoi coetanei. Un'ora e mezzo di grande musica con un sound che spazia e valica i confini del jazz; l'astro nascente, ormai consacrato, del jazz mondiale stordisce con i suoi acuti ed incanta quando dipinge note.

Mai sopra le righe, ha grande feeling con tutti i suoi musicisti, al quale vengono concessi lunghi assoli durante i novanta minuti del concerto; il bello di Washington è che non sconfina mai nel free jazz, ma le sue composizioni si fanno apprezzare anche dai non amanti del genere, tracciando una linea temporale con i grandissimi del passato. Pettinatura rasta, nascosta da un cappellone a strisce gialle e nere che lo fanno assomigliare ad una enorme ape, Kamasi è fiero delle sue origini e non fa niente per nasconderlo, a partire dall'abbigliamento, con enormi anelli alle dita ed un medaglione al collo.

Epic è un lavoro monumentale, che non è stato composto da un giovane esuberante e presuntuoso, ma da un musicista con solidissime basi e con un talento innato, il talento di chi ha la musica nel sangue e la ama sopra ogni cosa. Alla fine del concerto, Washington si è concesso con grandissima disponibilità ai fan per foto ed autografi, chiudendo una serata veramente indimenticabile.

Giovedì, 20 Luglio 2017 09:47

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