Lunedì, 02 Ottobre 2017 09:34

Un cd tutto pistoiese. L'amore per la musica di Stefano Nerozzi in "Pause di silenzio"

Nerozzi, nel suo studio con il nuovo disco Nerozzi, nel suo studio con il nuovo disco Leonardo Cecconi

di Leonardo Cecconi

PISTOIA – Medico con la passione del musicista o musicista che lavora come medico.

Questo il dubbio amletico che attanaglia da sempre Stefano Nerozzi, pistoiese, che nel giugno del 2017 ha visto pubblicare il suo nuovo disco Pause di silenzio. Medico chirurgo presso l'ospedale di Pistoia, specializzato in urologia, Nerozzi da sempre cerca di far convivere il lavoro di medico con la sua vera anima, quella di musicista. La sua carriera parte da lontano, assieme agli amici di sempre, tra un incontro di tennis, una lettura in biblioteca ed una serata in sala prove. Faccio il medico ed è questa la mia professione -ci racconta Nerozzi-, ma la musica è sempre stata una passione enorme, per la quale ho sempre tenuto un atteggiamento estremamente professionale ed appassionato, cercando di dare il massimo pur nella consapevolezza di farlo in un tempo minimo. Però il tempo dedicato è sempre stato di qualità, sia nello studio che nell'ascolto e, in fondo al cuore, avrei sempre voluto potesse essere la mia professione”.

L’album Pause di silenzio è uscito per l’etichetta fiorentina Il Popolo del Blues, con distribuzione Audioglobe e segna, per il marchio fondato da Ernesto De Pascale e solitamente votato alle atmosfere del blues più classico, una inedita apertura verso la psichedelia e la sperimentazione. Il cd, autoprodotto da Nerozzi ed uscito attualmente in circa 500 copie, comprende tre tracce: la prima è una sorta di flusso di coscienza sonoro, la seconda è un intreccio di chitarre strutturate intorno ad un ritornello eseguito con un timbro quasi da chitarra-sintetizzatore, mentre la terza traccia riprende l’atmosfera del suo album precedente del 2007, Cromatico. “In musica i silenzi sono chiamate pause -prosegue Nerozzi- e per me hanno sempre avuto un grande valore; se non ci fossero le pause, la musica non esisterebbe. Oltretutto la mia idea è che per ascoltare la musica devo avere una pausa in cui mi creo un silenzio, per questo diventa un elogio all'ascolto. Amo il vinile in maniera viscerale proprio perchè devi porti all'ascolto sapendo che devi cambiare faccia al disco, quindi dedicargli tempo. Il primo brano del nuovo disco nasce dalla visione di nosocomi psichiatrici abbandonati e con l'ascolto si riesce a percepire una certa atmosfera, il silenzio di questi ambienti vuoti e decadenti. La foto di copertina è stata fatta all'interno delle Ville Sbertoli di Pistoia da un amico e collega, Luca Bertinotti; entrambi facciamo parte dell'associazione culturale Novecento, di cui lui è il presidente, che si occupa principalmente di ricercare nosocomi abbandonati. Il secondo brano del disco “Crocevia”, nasce invece da un suo studio sulle croci della passione, cioè quelle croci che possiamo trovare anche per strada, sui muri, in cui non c'è la figura del Gesù”.

“Il cd è stato registrato da Gianluca Sibaldi, musicista che ha scritto anche brani per i film di Pieraccioni. La particolarità del primo brano, è che ho registrato in maniera quasi improvvisata; in una stanza ho messo le foto di Bertinotti ed ho registrato avendo solo uno spartito con alcuni accordi, studiati per l'occasione. Gli altri due pezzi li ho registrati a casa ed il tutto è stato masterizzato da Gabriele Gai, presso il suo studio di Serravalle Pistoiese. Un grazie anche a Fabrizio Berti che, dopo aver ascoltato il mio lavoro, ha deciso di distribuirlo con l'etichetta Il Popolo del Blues”.

“La mia passione per la musica -termina Nerozzi- è partita dai campi da tennis. Con Alessandro Pacini e Gianluca Barontini giocavamo a tennis e scoprimmo di essere innamorati della musica, in particolare dei Beatles. Facemmo il primo concerto nel 1984 come “The without name”, assieme ad Andrea Signorini e David Lattari alle tastiere. Quando Lattari lasciò il gruppo, a fine anni '90 sono nati gli Overa, con i quali ho registrato 5 dischi; erano quasi tutti brani cantati in italiano, in un genere che possiamo definire rock, ma con arrangiamenti pieni di intrecci di chitarre. Anche se nel 2007 avevo realizzato Cromatico, il nuovo disco è stato registrato dopo lo scioglimento degli Overa, avvenuto nel 2015. Ho una grande curiosità musicale, che spazia tra tanti generi, che ho cercato di contestualizzare, leggendo libri di storia della musica, ma anche ascoltando musica classica e contemporanea. Il mio amore per la chitarra nasce con i Television, in particolare con il disco Marquee Moon, con le chitarre che lavoravano insieme, creando un tappeto sonore. Mi sono sempre innamorato di chitarristi meno virtuosi, ma che mettevano la chitarra al servizio del gruppo”.

Il cd è acquistabile sul sito dell'Audioglobe o su IBS, ma è reperibile anche presso la libreria Feltrinelli di Pistoia.

 

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