Giovedì, 05 Luglio 2018 12:25

Pistoia Blues, Graham Nash a piedi nudi sul palco del Manzoni

Graham Nash in concerto (foto di Stefano Di Cecio) Graham Nash in concerto (foto di Stefano Di Cecio)

di Stefano Di Cecio

Pistoia – A cinquant’anni esatti dalla costituzione del gruppo che lo ha reso famoso in tutto il mondo, Graham Nash, dei Crosby Stills, Nash and Young, apre il Pistoia Blues Festival edizione 2018.

Fu infatti nel luglio del 1968 che Nash, durante una festa a casa di Joni Mitchell, propose a David Crosby e Stephen Stills di provare una canzone scritta da Stills “You don’t have to cry”. Provenivano tutti da gruppi importanti, Nash dagli Hollies, Crosby dai Birds e Stills dai Buffalo Springfield, e scoprirono immediatamente che le loro voci si fondevano in una straordinaria formula musicale ma fu solo l’inizio di un sodalizio entrato a far parte della storia.

L’anno successivo, nel 1969 i tre, cui si era giunto Neil Young, calcavano il palco del leggendario concerto di Woodstock. Molto tempo è passato da allora ma i sogni e gli ideali di un’intera generazione non si sono avverati, molte delle canzoni scritte da Nash allora, sono ancora tristemente attuali, come Immigration Man.

Al Manzoni le armonie canore sono state rese possibili grazie alla presenza di due musicisti di tutto rispetto come Shane Fontayne alla chitarra elettrica, già musicista di Sting e Springsteen, e Todd Caldwell alle tastiere.

Nash è arrivato sul palco a piedi nudi, come usava in altri tempi. Ha aperto il concerto con Wasted e subito dopo Marrakesh Express che ha riportato il pubblico indietro nel tempo.

Nella scaletta della serata molti altri successi della sua lunga carriera musicale. Alcuni brani sono stati introdotti dai suoi ricordi e dalle motivazioni che lo hanno spinto a scrivere. Come per “Wind on the water” scritta a seguito dell’avvistamento di una balena blu lunga più di 25 metri mentre si trovava a bordo della barca di Davis Crosby, o “Just a song before I go” scritta per una scommessa fatta con un suo amico che lo sfidò a scrivere una canzone in meno di venti minuti, scommessa che ovviamente Nash vinse.

Ancora, “Our house” scritta in una fredda e piovosa giornata a casa di Joni Mitchell dopo aver acquistato dei fiori.

Non sono mancate canzoni impegnate come quelle scritte contro la guerra “Military madness” e “Cathedral” e canzoni di protesta come “Ohio”. Un omaggio poi al gruppo musicale che ha amato di più, i Beatles, con una bella versione di “A day in the life”.

Forse il pubblico pistoiese non ha colto appieno l’occasione che gli è stata data visto lo scarso numero delle persone presenti: peccato perchè Pistoia è una delle poche date italiane che il lunghissimo tour porterà Nash in giro per l’Europa fino a ottobre.

 

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