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Mercoledì, 22 Luglio 2015 00:00

Santana affascina il pubblico del Pistoia Blues. E' il grande ritorno di Carlos

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Santana affascina il pubblico del Pistoia Blues. E' il grande ritorno di Carlos (fotografie G.Fedi/S.Di Cecio)

di Leonardo Cecconi

Pistoia – Di Santana ce n'è uno, tutti gli altri son nessuno. Dopo una serie di concerti più o meno apprezzati, dopo alcune serate di musica che sono filate via come nulla fosse, intramezzate da altre più interessanti, ieri sera Pistoia ha finalmente avuto il suo concerto.

Due ore e 25 filate per il chitarrista messicano e la sua band, che hanno trascinato le oltre 7.500 persone, in una serata afosissima e da sold out. Anche le finestre del Tribunale, in una poco simpatica abitudine italica, erano strapiene.

Santana è apparso in forma strepitosa, forse come mai negli ultimi tempi, festeggiando i suoi 68 anni nella maniera migliore: gomma da masticare perennemente in bocca, maglietta e cappellino neri e pantaloni di jeans. Durante l'esibizione ha preferito rimanere spesso qualche metro indietro rispetto alla front line, quasi a voler coinvolgere tutti i musicisti come fossero una cosa sola.

Due batterie, una formazione di 10 elementi con tromba e trombone, percussioni, per un concerto che non ha certamente lesinato in energia e continuità. Unica pecca forse le voci di Tony Lindasy ed Andy Vargas, non sempre in sintonia tra loro; soprattutto il secondo è apparso molto “appesantito” rispetto alla grandissima esibizione del 2004, mancando in energia e carisma.

“Questa notte servirà per curare e per elevare, per trasformare la paura” sono state le parole del chitarrista a metà esibizione. Da “Soul Sacrifice” a “Saideira”, passando per “Maria Maria” e “Corazon Espinado”, da “Tequila” a “Black Magic Woman”, la band ha proposto una ventina di brani con alcune medley da antologia, dove sono state anche improvvisate il “Giulietta e Romeo” di Nino Rota e la indimenticabile “Estate” di Bruno Martino.

Durante “A love supreme”, il buon Carlos ha elencato una serie di brani, da Lennon ai Beatles, dicendo che alla base di tutto c'è l'amore, guardarsi allo specchio e provare a prendere fiducia in noi stessi per non aver paura di niente.

Dopo oltre due ore di concerto ed una pausa di appena un minuto, “Oye come va” ha letteralmente mandato in visibilio la piazza per un concerto chiuso con “Toussaint l'overture” brano del 1971. Una serata memorabile quindi, che ripaga di altre meno interessanti e che tiene alto il nome di questo Festival, a volte eccessivamente criticato, ma che regala straordinarie emozioni e rende viva la nostra città.

Adesso si aspetta la chiusura col botto con il concerto di Sting, in programma per il 24 luglio.

 

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