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Sabato, 09 Luglio 2016 14:41

Gigi Proietti si sfida interpretando Shakespeare

Gigi Proietti sul palco del Globe Theatre Silvano Toti Gigi Proietti sul palco del Globe Theatre Silvano Toti

di Giacomo Martini

Roma - Riapre il Globe Theatre Silvano Toti di Roma, nel Parco di Villa Borghese, con una novità assoluta, Gigi Proietti, per la prima volta nella sua lunghissima carriera affronta William Shakespeare sul palcoscenico del teatro che dirige da 14 anni.

Un'impresa ed una sfida personale per ricordare il Bardo nel quattrocentenario della nascita scegliendo una commedia biografico-mattatoriale dell'inglese Raymund Fitz Simons già interpretata 26 anni fa, dal titolo "Edmund Kean”, un dramma che rievoca la figura storica e romantica di un grandissimo attore inglese vissuto tra il 1787 e il 1833, totalmente assorbito e travolto dalle opere di William Shakespeare.

Il lavoro di Proietti che si intitola "Omaggio a Shakespeare", vuole essere appunto un richiamo al Kean di Fritz Simons. Il Globe Theatre ricalca con verosimiglianza la forma del Globe Theatre di Londra, che riproduce sulla riva del Tamigi la struttura del leggendario spazio teatrale usato dallo stesso drammaturgo inglese. Il primo teatro pubblico d'Europa voluto fortemente dalla regina Elisabetta II. E qui da anni vengono programmate le commedie e le tragedie shakespeariane allestite e proposte da diverse compagnie nazionale ed internazionali.

Gigi Proietti con questo suo spettacolo, vuole recuperare e sviluppare questa tradizione per ricordare la vita e l'opera del grande poeta britannico. Proietti si misura con Shakespeare.

E in tale fronteggiarsi di doti monologanti e sublimi, tragiche, fantastiche, alterate e magari maledette, esce fuori quel talento esplosivo e allo stesso umbratile di Proietti, che ridisegna anche i precedenti di Kean, inizialmente legato al personaggio di Arlecchino, con frustrati e poi realizzati obbiettivi di assumere ruoli di rilevante importanza che solo il teatro shakespeariano può offrire. Pertanto non potevano mancare le parole, i gesti di Shylock, di Riccardo III, di Amleto, di Macbeth, di Otello, di Antonio, di Re Lear, che riescono a riproporci le suggestioni del teatro ottocentesco, con la mediazione di un drammaturgo inglese lontano nel tempo e recuperate e reinterpretate da
un nostro attore sempre più instancabile, moderno e popolare. Fino al 13 luglio, ore 21.15.

 

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