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Lunedì, 11 Dicembre 2017 17:35

Marco D'Amore torna al Manzoni con “American Buffalo”

Una scena dello spettacolo (foto di Bepi Caroli) Una scena dello spettacolo (foto di Bepi Caroli)

Pistoia - È Marco D'Amore, popolarissimo volto della serie TV “Gomorra”, il protagonista e il regista di un grande classico contemporaneo.

Da venerdì 15 a domenica 17 dicembre il Teatro Manzoni di Pistoia ospita l'attore campano e la sua compagnia per “American Buffalo” di David Mamet.

Uno spettacolo rivelazione, salutato dalla critica come uno dei migliori della stagione, presentato nella traduzione di Luca Barbareschi e adattato “in un napoletano marginale quanto clamorosamente caldo ed efficace”, come scrive Gianfranco Capitta, da un giallista di prim'ordine come Maurizio de Giovanni. Prodotto dal Teatro Eliseo di Roma, vede in scena, accanto a D'Amore, Tonino Taiuti e Vincenzo Nemolato, rispettivamente Premio “Le maschere del teatro 2017” come miglior attore non protagonista e miglior attore emergente.

Per il ciclo “Il teatro si racconta”, i tre attori della compagnia incontreranno il pubblico sabato 16 dicembre alle ore 17,30 al Saloncino Manzoni; conduce l'incontro Saverio Barsanti, direttore artistico dell'Associazione Teatrale Pistoiese.

“Come i grandi classici, “American Buffalo” costruisce ponti tra la realtà che racconta e le visioni possibili che è in grado di generare - racconta Marco D’Amore – io, perso nel viaggio della lettura, ho visto costruirsi lentamente, davanti ai miei occhi, uno di questi ponti: è partito da Chicago (città natia di Mamet) e, passando per l’angusta bettola di Don, è giunto a Napoli, in un vicolo in cui le ‘puteche’ (botteghe in dialetto napoletano) esistono ancora. Dove è possibile incontrare i 'tipi' descritti nel testo, ascoltarne le storie in una lingua che ricorda il famoso sound a cui si riferisce l’autore quando racconta dei suoi personaggi, una lingua di popolo che arriva direttamente dalla pancia ed esplode senza filtri, la lingua napoletana.

American Buffalo è la storia di un fallimento. Annunciato, quasi voluto, destino ineluttabile a cui non ci si può sottrarre. È racconto da bassofondo, di slang e male parole, di botteghe maleodoranti e vestiti sdruciti. È apologia della deriva: tre esseri umani e un piano improbabile destinato alla rovina a cui ci si attacca con le unghie senza rinunciarci! È desiderio di rivalsa, di vita anche a costo della vita altrui. L’American Buffalo è una vecchia moneta da mezzo dollaro, che probabilmente vale qualcosa o forse no. Fa pensare all’incertezza del nostro tempo, alla possibilità contemplata di giocarsi tutto, la vita e la morte, con un tiro soltanto: testa o croce?”

“C’è qualcosa di magico nello scrivere dentro un’altra scrittura – dichiara Maurizio de Giovanni – navigare nel tempo e nello spazio, cercare quanto di universale e perenne ci sia in dialoghi e storie, e immaginare come sarebbero quei dialoghi e quelle storie in un altro secolo e in un altro continente. Solo questa magia consente di non sentirsi eccessivamente presuntuosi nel riscrivere un Maestro come Mamet; è anzi un tributo, un inchino deferente verso un autore che ha saputo delineare personaggi senza età e senza confini. Se poi si aggiunge Napoli, una città-universo, un luogo non luogo dove tutto è plausibile e anche l’assurdo diventa semplice e possibile, allora è tutto ancora più divertente e magico”.

I biglietti, da 10 a 28 euro, sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Manzoni.

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