Lunedì, 08 Gennaio 2018 17:07

Teatro Montand di Munsummano, in scena "La signorina Else" di Schnitzler

Una scena dello spettacolo (foto di Luca Manfrini) Una scena dello spettacolo (foto di Luca Manfrini)

Monsummano Terme - Primo appuntamento del 2018 per la stagione di prosa del Teatro Yves Montand, promossa dal Comune di Monsummano Terme e dall'Associazione Teatrale Pistoiese.

Giovedì 11 gennaio è in scena “La signorina Else” di Arthur Schnitzler, con cui il grande regista Federico Tiezzi prosegue la sua ricognizione sullo scrittore austriaco, tra i principali cantori della decadenza e del crollo dell’Impero austro-ungarico.

Venerdì 12 gennaio alle 10,30 è in programma anche una recita riservata alle classi delle medie superiori che hanno aderito al Progetto "A scuola di Teatro".

Nel ruolo di Else, un’attrice di straordinaria intensità, Lucrezia Guidone, scoperta da Luca Ronconi che l'ha voluta in tre dei suoi ultimi spettacoli, e già diretta da Tiezzi in Calderón; in questo periodo è al cinema con “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi e nel 2018 sarà protagonista di “Antigone” al Teatro di Roma, sempre per la regia di Tiezzi. Al suo fianco Martino D’Amico dà mirabilmente voce e corpo al mellifluo personaggio del signor Dorsday, sponda dialettica del conflitto principale illustrato nel testo.

L'accompagnamento musicale è affidato a Dagmar Bathmann (violoncello), Omar Cecchi (pianoforte e percussioni), Dusan Mamula (clarinetti). Gregorio Zurla firma la scena, i costumi sono di Giovanna Buzzi, le luci di Gianni Pollini, i movimenti coreografici di Giorgio Rossi.

Lo spettacolo rinnova la felice collaborazione tra Compagnia Lombardi-Tiezzi e Associazione Teatrale Pistoiese, dopo il successo de “L'apparenza inganna” di Bernhard.

La traduzione, a cura di Sandro Lombardi (autore della drammaturgia assieme a Fabrizio Sinisi e Federico Tiezzi), tende a evidenziare l’uso di una lingua desintattizzata, in Schnitzler ancora in nuce, che troverà la sua massima espressione in un altro grande drammaturgo viennese, Thomas Bernhard, non a caso anch’esso molto frequentato da Federico Tiezzi e da Sandro Lombardi.

Lo spettacolo ha debuttato nel giugno 2017 nello spazio scenografico del Teatrino Anatomico dell'Antico Spedale del Ceppo di Pistoia, riscuotendo fin da subito un significativo successo di pubblico, e in autunno è stato riproposto al Teatro Bolognini di Pistoia all'interno della stagione di prosa dell'Atp.

Tratto dall'omonima novella del 1924, uno dei massimi capolavori dello Schnitzler novellista, è un testo mirabile, incentrato sul battito tumultuante dei pensieri che si affollano nella mente di Else, l’adolescente 'altera’, vivida e appassionata, su cui incombe una catastrofe familiare.

Bella e virtuosa fanciulla, in vacanza a San Martino di Castrozza, che viene presa in contropiede dalla richiesta dei genitori che necessitano di una grossa somma di denaro. È la madre stessa che, con cinismo atroce, invita la figlia a vendersi per salvare la famiglia: l'unico modo per ottenere il denaro è chiederlo a un ricco che da tempo la corteggia. Tutto il testo vive delle reazioni di Else a questa richiesta.

L’autore impiega in questo racconto la tecnica del monologo interiore, il flusso di coscienza, attraverso il quale i pensieri e le contraddizioni del personaggio vengono alla luce con straordinaria potenza. Un testo di spietata radiografia di una società corrotta fin nel nucleo familiare che, invece di proteggere i suoi figli, li immola senza pietà: una vera e propria tragedia della coscienza moderna, sganciata dai valori della tradizione, attenta solo ai propri istinti e ai propri falsi valori. Schnitzler fonde in uno strepitoso, vibrante monologo interiore le fantasticherie, le paure, l’orgoglio adolescenziale e le vere e proprie allucinazioni a cui l’incresciosa situazione spinge la fanciulla, fino a portarla al suicidio. Il testo si inserisce nel clima della grande cultura viennese della finis Austriae, pervasa da scoperte artistiche che ne faranno il luogo di nascita della cultura moderna del Novecento.

Collega e corrispondente epistolare di Siegmund Freud, Schnitzler svolge sul piano artistico un’analoga funzione a quella del grande medico viennese sul piano psicologico: una sorta di scoperchiamento di un vero e proprio vaso di Pandora che fino allora aveva tenuto nascoste le pulsioni ‘innominabili’ di un’intera società e che, nel nostro caso, intrecciano la centralità della figura paterna, il fascino-repulsione verso il ricco signor von Dorsday, l’attrazione verso il cugino Paul, il piacere che la ragazza prova nel provocare, seminuda sul terrazzo della sua stanza, due giovanotti che la fissano esterrefatti dal lago…

Siamo insomma di fronte a una vera e propria vivisezione del cuore di Else, al contempo impietosa e carica di pietà: l’autore ce la mostra nelle sue più riposte oscillazioni psichiche, in una simultaneità di impulsi e contro-impulsi che la conducono al delirio.

 

 

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