Domenica, 11 Marzo 2018 11:35

Pistoia, al Teatro Manzoni rivive la storia di Artemisia Gentileschi

Particolare del dipinto "Giuditta e Oloferne" di Artemisia Gentileschi Particolare del dipinto "Giuditta e Oloferne" di Artemisia Gentileschi

di Raffaele Totaro

Pistoia - Nella serata dedicata alla donna la compagnia teatrale “Il Rubino” ha reso omaggio, al Teatro Manzoni, alla straordinaria figura femminile di Artemisia Gentileschi.

Gentileschi, pittrice del Cinquecento che visse anche a Firenze, sposando il collega fiorentino Stiattesi, fu al centro di una vicenda drammatica: vittima di stupro, interrogata dall’Inquisizione, sottoposta a tortura, poi in seguito venduta dal padre proprio allo Stiattesi.

Ed è il rapporto con il padre al centro del dramma: un padre cinico, avaro di sentimenti che di fronte allo stupro della figlia reagisce solo per denaro, denunciando lo stupratore solo perché sicuro di ricevere una somma come risarcimento. Un padre poi che dopo aver costretto la figlia alle nozze “riparatrici” sparisce per anni, salvo ritornare da anziano a chiedere il perdono di Artemisia che, forse, non otterrà mai. In tutto questo risplende il grande talento pittorico della giovane donna, capace di realizzare quadri che furono ben giudicati perfino da Michelangelo.

Dora Donarelli plasma il personaggio della pittrice riadattando il testo di Lucia Focarelli al suo stile registico, mai banale e ne tira fuori uno spettacolo maestoso, garbato, gentile, rispettoso della figura femminile, ma anche di quella maschile che, seppur non vi faccia buona figura (specialmente il padre e il marito) viene sempre trattata con umanità.

Gli attori recitano dietro un telo dove vengono proiettati i quadri di Artemisia, ciascuno relativo a ogni diverso periodo vissuto. Lo spettatore assiste al racconto, immerso tra la pittura, tra le musiche sapientemente scelte e la voce degli interpreti tutte profonde ed emozionanti.

 

 

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