Lunedì, 16 Aprile 2018 15:52

Pistoia, al Funaro rivive lo spettacolo "Palermo Palermo" di Pina Bausch

La storica locandina dello spettacolo La storica locandina dello spettacolo

Pistoia - Venerdì 20 aprile alle ore 21 al Funaro di Pistoia rivive “Palermo Palermo”, il mitico spettacolo di Pina Bausch.

Una messa in scena resa possibile grazie alla collaborazione dell’Archivio Andres Neumann, la cura di Massimiliano Barbini, la partecipazione di Gennaro Scarpato e Fondazione Luigi Tronci, del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, il sostegno della Regione Toscana e della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.

Titolo di questo incontro-spettacolo, qui in anteprima e in debutto il 31 maggio, al Cinema della Compagnia di Firenze è “Palermo Palermo: l’Artista, la Città”, sottotitolo “L’Archivio dal vivo” perchè l’intento è anche quello di raccontare come preziose memorie teatrali possano essere fonte di ispirazione per nuove creazioni, per un nuovo pubblico e non siano esclusivamente utile materia di studio per addetti ai lavori.

A Firenze, l’1 giugno, ancora al Cinema della Compagnia, verrà proiettato Pina Bausch a Roma, il film di Graziano Graziani nato da un’idea di Simone Bruscia e Andrés Neumann, a partire da alcune foto inedite dell'Archivio Teatrale Andres Neumann relative alla residenza di Pina Bausch a Roma del 1999 per la creazione di O Dido.

Il Funaro di Pistoia custodisce la Biblioteca Teatrale Piero Palagi e dal 2010 l’Archivio del noto produttore internazionale Andres Neumann, da cui nel 2014 era già stata tratto l’incontro - spettacolo “Carmen. Il racconto di un allestimento leggendario”, a partire dai materiali legati alla “La Tragédie de Carmen”, che Peter Brook allestì a Les Bouffes du Nord di Parigi nel 1981.

L’Archivio Neumann rappresenta uno dei più importanti patrimoni documentari relativi alla storia dello spettacolo mondiale degli ultimi quarant’anni. Esso raccoglie infatti la memoria della Andrés Neumann International, agenzia che dal 1978 è stata un imprescindibile punto di riferimento per artisti di prestigio internazionale quali Peter Brook, Tadeusz Kantor, Dario Fo, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ingmar Bergman, Pina Bausch, Luca Ronconi, Andreij Waida, Robert Wilson, il Living Theatre, e ha dato vita a spettacoli memorabili quali, tra gli altri, il Mahabharata di Brook, l’Amleto di Bergman, Palermo Palermo di Pina Bausch. L’Archivio Neumann, ancora una volta, si trasforma in una potente macchina per mettere in scena la storia di uno di questi mitici allestimenti. “Palermo Palermo” rappresenta una delle vette creative del lavoro di Pina Bausch: un’opera esemplare sulla modalità seguita da Pina per raccontare una città e per “inserirla” nella sua poetica.

Frutto di una residenza voluta dall’allora (era il 1990) e tutt’ora sindaco Leoluca Orlando e dal Teatro Biondo, lo spettacolo, lontano dalla tentazione di restituire immagini da cartolina della città, mette di fronte ad aspetti peculiari e, al tempo stesso, universali di questo straordinario luogo dello spazio e della mente.

Basandosi sulla corrispondenza fra Neumann e il Teatro Biondo, tra Neumann e il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, sulle schede tecniche, i programmi di sala, la rassegna stampa, gli appunti è stato possibile stabilire la cronologia di una vicenda appassionante e non priva di ostacoli e che ha visto l’esito dell’operazione incerto quasi fino al debutto. Una storia nella storia: quella dell’allestimento e quella dello spettacolo, che dirà anche delle reazioni di chi ha assistito alle prime rappresentazioni.

Massimiliano Barbini racconterà agli spettatori di questa grande vicenda con il contributo musicale, ancora una volta (dopo “Carmen”) di alcuni studenti del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze che eseguiranno dal vivo musiche presenti nello spettacolo di Pina. Interverrà anche il polistrumentista Gennaro Scarpato che sonorizzerà la serata con strumenti, principalmente a percussione, di varia natura provenitnti dall’Archivio musicale della Fondazione Luigi Tronci, creando così un dialogo tra due archivi e servendosene anche per restituire, con la sua intepretazione, il processo creativo di Pina. Barbini, infatti, lo ha invitato a lavorare sulle stesse domande che usò Pina per stimolare il contributo artistico dei suoi danzatori (e che si possono ritrovare nel libretto di sala dell’epoca).

Dice Barbini di questo incontro spettacolare: “Shakespeare, nell’”Amleto”, parla di forma e impronta ed è dall’impronta di archivio che proveremo a rendere conto di una forma convinti che la componente empatica che suscita lo spettacolo dal vivo sia strumento utile per la trasmissione anche di contenuti specialistici”.

 

 

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