Giovedì, 05 Luglio 2018 15:12

Il “Teatro fra i binari” de Gli Omini si chiude con “Il controllore”

Il Progetto T al Deposito Rotabili Storici di Pistoia (foto di Gabriele Acerboni) Il Progetto T al Deposito Rotabili Storici di Pistoia (foto di Gabriele Acerboni)

Pistoia - Dopo il tutto esaurito di “Ci scusiamo per il disagio” e “La cena speciale”, al Deposito Rotabili Storici di Pistoia giunge al termine della sua corsa la trilogia del Progetto T.

Un progetto che l'Associazione Teatrale Pistoiese, in collaborazione con Gli Omini (Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Giulia Zacchini e Luca Zacchini), ha dedicato nell'ultimo triennio alla Ferrovia Transappenninica Porrettana.

In scena da venerdì 6 a domenica 8 luglio (ore 21.30), la terza tappa, “Il controllore” (coprodotto con Emlia Romagna Teatro Fondazione – Teatro Nazionale), frutto delle indagini 'antropologiche' svolte con il lor caratteristico metodo di ricerca 'sul campo', dalla compagnia sulla Porretta – Bologna, il tratto emiliano della Transappenninica.

Nell'ambito del Pistoia Teatro Festival, lo spettacolo per la prima volta andrà in scena in mezzo ai treni, nello spazio assolutamente 'magico' del Deposito Rotabili Storici di Pistoia.

Diciassette fermate in tutto. Diciassette piccoli mondi visti dal finestrino. A bassa velocità, continuando la ricerca sugli uomini lungo i  binari. Su un vagone mezzo vuoto, si perdono e s’incontrano uomini confusi, dalle esistenze precarie e incontrollabili. Tra i controllori c’è chi cerca di mettere ordine, chi di riportare alla pace, chi non si riesce a controllare. In un tempo di sbandamento in cui non si riesce a distinguere una mosca da un regalo, un sacchetto da una donna, un idiota da un eroe.

Un teatro, quello de Gli Omini, definito dal critico Massimo Marino “una lama che partendo da situazioni apparentemente marginali come vecchi rami ferroviari locali scortica l’inquietudine, la follia, le derive di un paese, il nostro, dove la paura, la solitudine, l’arroganza, la mancanza di riferimenti certi diventa il nuovo stigma sociale, il punto di incrinatura che segna la realtà nella quale galleggiamo”.

Nell'occasione sarà visitabile anche la mostra fotografica (con le foto di Gabriele Acerboni, Duccio Burberi, Serena Gallorini, Stefano Di Cecio, Lorenzo Gori, Luca Del Pia) e i video di John Snellinberg Film, che documentano con la forza delle immagini i tre anni del Progetto.

 

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