Sabato, 10 Novembre 2018 19:08

“Giovanna d’Arco”, simbolo di libertà senza tempo

Monica Guerritore Monica Guerritore

di Stefano Di Cecio

Pistoia - Monica Guerritore arriva sul palco dalla platea, camminando fra il pubblico.

La passione dell’eroina che interpreta parte simbolicamente dal basso, in mezzo a chi la sta aspettando per assistere agli ultimi momenti di grande emozione che accompagneranno Giovanna dal processo alla morte.

Autrice, regista e protagonista della sua Jeann d’Arc, la Guerritore dosa molto bene un mix fatto di recitazione, proiezioni video e musica.

Si presenta muscolosa, in pantaloni e canottiera, una parrucca dai capelli corti, una parte di armatura, quasi un uomo. Sul fondale del palco scorrono le parole di Giordano Bruno, un altro ”eretico” condannato dalla Chiesa al rogo, come Giovanna, ma lei però è stata riabilitata dalla stessa Chiesa che l’aveva condannata.

Animata dalle “voci” e dalle visioni crede e vive per Dio, urla la sua rabbia contro quella chiesa che la sta processando e che oramai è solo politica, ben lontana da Dio stesso.

Un testo e una recitazione senza enfasi ma che fa emergere il coraggio, la passione e la forza della giovane donna e di tutti quelli che, come lei, hanno avuto la capacità di vedere al di là delle consuetudini, sognando forse, ma decisi ad andare fino in fondo per sostenere le proprie idee di libertà. Le fanno compagnia le immagini che scorrono, la luna, simbolo di qualcosa di irraggiungibile ma al tempo stesso ben visibile, enorme, ed affascinante.

Poi altri simboli del nostro tempo che hanno significato coraggio e voglia di cambiamento. Il corpo esanime di Che Guevara, Martin Luther King, il giovane cinese che blocca i carri armati sulla piazza Tienanmen. La vita di Giovanna si intreccia con quelle dei nostri giorni, e ci urla di non rassegnarsi, perché la libertà è sacra in qualsiasi tempo della nostra storia. La “colonna sonora” va da Tom Waits ai Carmina Burana passando per “Show must go on” dei Queen con il testo che si adatta perfettamente al dramma come un guanto.

Fra gli spettatori un soddisfatto Ugo Pagliai che ha espresso grande apprezzamento per l’opera della Guerritore.

 

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