Mercoledì, 27 Maggio 2020 16:29

Spettacoli al tempo del virus: mio caro Teatro

L'interno del Teatro Pacini di Pescia L'interno del Teatro Pacini di Pescia

di Marcello Paris

Pescia - Teatro, quanto ci manchi. Può sembrare un’affermazione per cultori o appassionati ma non è così.

L’astinenza subita a causa del coronavirus sembra riguardare una platea molto vasta di cittadini che con una certa insistenza, ci dicono, chiedono notizie sulle riaperture.

Qui parliamo del Teatro Pacini di Pescia ma la stessa cosa può valere per tutti i teatri e più in generale per i pubblici spettacoli. Evidentemente la grande offerta della televisione, pubblica e privata, non è sufficiente a soddisfare la voglia della fruizione collettiva: insomma stare insieme in un luogo anche senza, necessariamente, dialogare con tutti.

Dunque non solo bisogno di apericena e movida ma aggregazione di genere vario come, appunto, può essere un teatro, un cinema o un museo.

Il Pacini è un gioiellino realizzato nella prima metà del Settecento mentre la struttura come la vediamo oggi risale alla fine dell’Ottocento, 1889 per la precisione, quando prese il nome dal compositore Giovanni Pacini che a Pescia vi aveva dimorato a lungo. Ora il Pacini è Teatro comunale con gestione privatistica: il gestore è Battista Ceragioli, che è anche il direttore artistico, e fa parte del circuito dei teatri che fanno capo all’ATP (Associazione Teatrale Pistoiese). L’attività è sospesa, come sappiamo e come recita l’annuncio che si legge nel sito del teatro, e al momento non è dato sapere quando potrà essere di nuovo frequentato.

Sul destino a breve della struttura l’interlocutore è l’Amministrazione comunale e per essa l’Assessorato alla Cultura guidato dalla professoressa Guja Guidi: che, mentre ci conferma la voglia di teatro dei pesciatini e non solo, ci dà alcuni ragguagli su come si sta muovendo il Comune.

Intanto si tenta di salvare una parte della stagione con almeno un paio di rappresentazioni che erano in cartellone. Per questo si sta cercando uno spazio aperto dove, con tutte le precauzioni e con le dovute distanze, sia possibile fare attività. Un’attività che non si limiterebbe al teatro ma un’area polivalente da sfruttare anche per altre manifestazioni.

L’area è stata individuata ma, pur essendo il luogo certo all’ottanta per cento ed ubicato in città, non può essere comunicata ufficialmente perché si sta provvedendo alle necessarie autorizzazioni e alla verifica dell’agibilità.

La speranza, come in tutti i settori, è di tornare alla normalità prima possibile anche perché c’è un progetto da realizzare: prima che la dannata pandemia fermasse ogni atività e mettesse in crisi anche il mondo dello spettacolo con i suoi addetti, per il Pacini era stata programmata la dotazione di aria condizionata per un maggiore utilizzo anche durante le calde giornate estive:progetto che rimane sulla carta e rinviato a tempi migliori.

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