Lunedì, 01 Giugno 2020 20:43

FTS, i teatri toscani e la ripartenza: intervista a Patrizia Coletta

Patrizia Coletta Patrizia Coletta

di Marcello Paris

Firenze - Fondazione Toscana Spettacolo è pronta per la ripartenza anche se l’attività non si è mai fermata del tutto.

Come sanno i nostri lettori, ReportCult, la pagina di cultura e spettacoli di Report Pistoia, ha posto l’accento sulle difficoltà del mondo dello spettacolo e delle rappresentazioni dal vivo, e per esse il teatro, create dalla pandemia dal Covid19.

Una situazione di grande sofferenza per gli addetti a lavori, attori e maestranze in genere, ma anche per gli amanti del teatro che le pur numerose iniziative intraprese attraverso la televisione e internet (streaming) non hanno colmato per la voglia e la necessità di incontrarsi fisicamente nei luoghi di rappresentazione per scambiare pareri e impressioni sugli spettacoli.

Per approfondire l’argomento e conoscere lo stato dell’arte nel mondo del teatro abbiamo contattato la dottoressa Patrizia Coletta, Direttore dal 2011 della Fondazione Toscana Spettacolo Onlus oltre a Vice Presidente di ADEP (Ass. Danza Esercizio e Promozione) e Vice Presidente di ARTI (Ass. Reti Teatrali Italiane).

FTS, con sede a Firenze, nasce nel 1989 (dal 2011 è Presidente Beatrice Magnolfi, già parlamentare e sottosegretario) su iniziativa della Regione Toscana per valorizzare lo spettacolo dal vivo attraverso attività di distribuzione, promozione e formazione del pubblico. Oltre alla Regione, sono enti fondatori le Province di Lucca, Massa-Carrara e Prato e aderiscono in qualità di enti partecipanti oltre cinquanta Amministrazioni comunali, dai capoluoghi ai piccoli municipi. È riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo come Circuito Regionale Multidisciplinare.

Realizza stagioni di prosa, per adulti e ragazzi, festival, spettacoli e rassegne di danza, concerti in tutte le aree della regione per un totale di circa settecento recite ogni anno. Grazie ad una solida e ampia rete di collaborazioni valorizza l’eccezionale patrimonio dei grandi e dei piccoli teatri toscani con un’offerta culturale di qualità a prezzi sempre accessibili garantendo agli Enti Locali una qualificata collaborazione artistica e amministrativa sul territorio contribuisce a promuovere la prosa, la danza e la musica di qualità, con particolare attenzione alle produzioni toscane.

Patrizia, la Fonazione è una onlus, dunque Ente senza fini di lucro, che contribuisce alla diffusione, soprattutto del teatro, in collaborazione con quasi tutti i teatri della regione e la presenza in tutte le dieci province della Toscana. 

Abbiamo chiuso il Bilancio 2019 con la realizzazione di attività per tutte le fasce d’età (a cominciare dagli asili nido in alcuni comuni) in 68 Comuni operando in 106 spazi teatrali. Si aggiunga che le attività formative rivolte agli studenti e agli insegnanti, ambito che FTS ritiene fondamentale, hanno visto nel solo 2019, la collaborazione con ben 63 istituti scolastici e università.

La fondazione è un soggetto a tutto tondo nella realtà della regione per la varietà di attività che svolgete, compresa la promozione e i laboratori. Ma come funziona il vostro lavoro?

La nostra funzione istituzionale risponde agli indirizzi statali e regionali e persegue la finalità della massima possibile fruizione delle attività nel più ampio territorio e per le più ampie fasce di spettatori. In breve Strehler parlava di “teatro d’arte per tutti”; è una bussola più che mai valida, che richiede scelte di programmazione plurali e intelligenti. FTS promuove la prosa, la danza e la musica di qualità, e dal 2018 anche il circo contemporaneo, con particolare attenzione alle produzioni toscane.

La programmazione è affiancata da una costante attività di formazione del pubblico: incontri con gli artisti, letture, corsi, laboratori, approfondimenti tematici. Specifiche rassegne e progetti di formazione e orientamento sono rivolti alle giovani generazioni in collaborazione con gli istituti scolastici e le tre Università della Toscana (Firenze, Pisa e Siena). Se guardiamo all’anno passato le attività del 2019 si sono caratterizzate per intensità e qualità, per un totale di 794 recite. Una particolare sottolineatura merita l’attività di promozione e formazione del pubblico, che sempre più sta connotando l’attività del circuito. Nel 2019 si sono tenute 270 iniziative. Ciò dimostra che una buona parte delle energie di FTS è rivolta ad investire sul futuro e ad allargare il numero degli spettatori e la qualità della fruizione.

Credo che questi semplici dati possano descrivere la complessità delle attività e delle finalità perseguite. I risultati ne fotografano la validità. Il successo più significativo è dato dalla percentuale di occupazione media delle sale che registra il 77%, il che vuol dire che la maggior parte degli spettacoli vedono il “tutto esaurito”. Non solo, in non pochi casi è stato necessario interrompere le vendite degli abbonamenti per rischio “sold out” e per consentire anche agli spettatori non abituali di accedere agli spettacoli.

Quanto pesa, in positivo, la presenza della Fondazione nei confronti dei teatri che si rapportano con voi?

Ogni pezzo di Toscana ha un genius loci che va saputo interpretare, fatto di storia, di demografia, di amore per la tradizione o di apertura al nuovo. La valorizzazione delle produzioni toscane e dei giovani artisti, della drammaturgia contemporanea, la rotazione delle esperienze, l’attenzione ai classici e al mondo della scuola: dietro i cartelloni si deve poter leggere una politica culturale che tiene insieme molti obiettivi e molte tipologie di spettatori. Ma sono molti gli aspetti che connotano le attività della Fondazione a partire dalle scelte artistiche. Mi spiego: FTS opera a livello di selezione dell’offerta e indirizza, con le proprie competenze le scelte per la composizione dei “cartelloni”. Ma non sono da trascurare gli aspetti concreti connessi all’organizzazione di un cartellone, che richiedono competenze specialistiche e che rendono opportuno il lavoro “in rete”: dalla definizione dei calendari, alla gestione tecnica degli spettacoli, dalla biglietteria e rapporti con la SIAE, alla impostazione e gestione di campagne pubblicitarie e stampa. Infine se da un lato la definizione degli accordi economici con le compagnie consente di norma una calmierazione, ed altri vantaggi collegati a rapporti continuativi (per molti spettacoli è del resto impossibile spostarsi se non per più rappresentazioni); dall’altro, la dimensione quantitativa di un’attività articolata sul territorio consente di accedere, a beneficio di tutti, a contributi statali e regionali, che singolarmente non potrebbero essere ottenuti dai Comuni.

Il momento presente deve fare i conti con la sospensione delle attività dello spettacolo per le note vicende legate alla pandemia. Come avete reagito a questa calamità e soprattutto come ha reagito quella parte di mondo da voi rappresentato?

Come per tutti, e non solo in ambito culturale, il primo momento è stato scioccante. Abbiamo dovuto immediatamente affrontare la sospensione di circa 250 recite per ragazzi e adulti per un ammontare di oltre un milione di euro tra cachet artistici e diritti d’autore. La capillare comunicazione di tutte quelle sospensioni è stata accompagnata da uno stato d’animo doloroso. Quelle date significavano, infatti giornate di lavoro fondamentali per le imprese teatrali, quindi lavoro e retribuzione per centinaia di lavoratori dello spettacolo, dagli artisti, ai tecnici agli organizzatori che costituiscono la complessa “macchina” dello spettacolo dal vivo. Ma non ci siamo persi d’animo e in parallelo abbiamo operato, innanzitutto per la liquidazione delle spettanze artistiche a tutti coloro che avevano lavorato fino al lock-down, contribuendo al problema di liquidità di cui molti hanno sofferto. In un secondo momento abbiamo ideato un progetto chiamato PlayFTS che con il coinvolgimento generoso di molti artisti ha mantenuto vivo il rapporto con gli spettatori sulle nostre piattaforme social.

Avete avuto ristoro dallo smart working, o lavoro a distanza, e in che misura?

Per noi è stato fondamentale riuscire ad attivare in tempi rapidissimi la modalità di lavoro agile, che, a partire dal 10 marzo ci ha consentito di tutelare la sicurezza dei nostri lavoratori e di garantire la continuità operativa per tutte le attività organizzative e amministrative che non si sono mai interrotte.

Come vi state attrezzando per la ripresa delle attività che avranno tempi e modi diversi prima del ritorno alla normalità?

Cominciato da subito, già domani con la celebrazione della Festa della Repubblica arrivato mentre il Paese prova a rialzarsi dalla pandemia. Con Fondazione Sistema Toscana abbiamo realizzato un video-racconto teatrale, che trasmettiamo dal 2 giugno, appunto, su intoscana.it - il portale ufficiale della Toscana, e da numerose tv regionali. Sandro Lombardi e Gaia Nanni sono i protagonisti di un percorso nato da una mia idea e diretto dal regista Tobia Pescia e interamente girato nel Chiostro di S. Apollonia a Firenze, nello storico complesso dove hanno sede le due fondazioni. Al centro del lavoro intitolato “Il Chiostro, Dialoghi sulla Repubblica”, i valori della Costituzione che riguardano la cultura, l’arte e la conoscenza, in relazione alla libertà e alla socialità. Da qui si apre un percorso scandito da frammenti poetici, letterari e giornalistici in una tessitura drammaturgica scritta da Gherardo Vitali Rosati.

Il Chiostro segna quindi anche l’inizio della riapertura, che sarà possibile anche per lo spettacolo dal vivo. Si apriranno a breve la Versiliana dei piccoli, Teatri di Confine, a Pistoia, Aurora d’Estate, a Scandicci, e poi il Chianti festival, Massa estiva, il Festival delle musiche e l’estate di Monteriggioni. Fra gli ospiti si segnala l’Orchestra Regionale della Toscana, Bobo Rondelli, il Sotterraneo, Mario Pirovano, Daniela Morozzi e Francesca Reggiani. E si arricchisce anche l’offerta digitale di “PlayFts”, con la nuova sezione “Insieme in rete”, che raccoglie le nuove proposte realizzate con le compagnie toscane, fra originali quiz teatrali, iniziative per i più piccoli e veri e propri spettacoli. Cominciano quindi dall’estate per prepararci alle riaperture in autunno. L’allestimento all’aperto consente un più agevole rispetto delle norme sul distanziamento, e ci consente di riavvicinarci al pubblico e dove possibile, di recuperare gli spettacoli sospesi.

Come abbiamo detto nella presentazione, tu hai responsabilità anche in ADEP e ARTI, crediamo che la situazione sia simile in tutto il Paese o ci sono differenze su base geografica?

ARTI rappresenta 13 Circuiti Multidisciplinari e un Circuito di sola prosa. ADEP rappresenta soggetti di programmazione e promozione in ambito danza, rappresentando 12 Circuiti (gli stessi di ARTI), 9 Festival, 1 Rassegna, 1 Centro di produzione, 6 soggetti della Promozione in 12 regioni. Se le funzioni di promozione e distribuzione dello spettacolo dal vivo sono analoghe, le caratteristiche morfologiche e storiche sono diverse per specificità e volumi dimensionali delle attività. A questo va aggiunto che alcune regioni, come Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna hanno dovuto sospendere le attività prima del resto d’Italia.

Crediamo, e speriamo, che questa chiacchierata con il Direttore di FTS sia stato utile per conoscere da vicino una realtà del nostro territorio e avere cognizione e conferma delle difficoltà di un settore importante per la cultura e la vita delle persone, senza trascurare l’apporto economico che scaturisce da questa attività che ha, anche, carattere imprenditoriale.

 

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